ⓘ Le origini del pensiero greco è un saggio dello storico e antropologo francese Jean-Pierre Vernant, edito in Italia da Editori riuniti nel 1976. Lopera è divisa ..

                                     

ⓘ Le origini del pensiero greco

Le origini del pensiero greco è un saggio dello storico e antropologo francese Jean-Pierre Vernant, edito in Italia da Editori riuniti nel 1976.

Lopera è divisa in otto capitoli e unintroduzione:

  • VI. Lorganizzazione del cosmo umano
  • III. La crisi della sovranità
  • I. Il quadro storico
  • VII. Cosmogonia e miti della sovranità
  • VIII. La nuova immagine del mondo
  • IV. Luniverso spirituale della polis
  • V. La crisi della città. I primi sapienti
  • II. Il regno miceneo

Ciò che Vernant si propone con questopera è individuare la via lungo la quale il pensiero greco è trascorso dallambito mitico-religioso a quello logico-razionale o filosofico. A questo fine, lo storico francese ritiene fondamentale confrontare il periodo miceneo con i secoli VIII e VII a.C., quelli cioè in cui getta le basi il regime della polis e con essa quella laicizzazione del pensiero politico che fu premessa alla nascita della filosofia.

                                     

1.1. Descrizione e analisi Struttura del lavoro

Dopo unaccurata contestualizzazione storica, lautore ricostruisce la progressiva formazione di una nuova forma di organizzazione politica sulle coste del Mediterraneo orientale del VI secolo a.C., la città-stato polis, legata allemergere di una forma di pensiero razionale, rappresentata in particolare dalla filosofia greca. Questo evento storico è descritto come il passaggio dal mythos al logos "dal mito alla ragione".

                                     

1.2. Descrizione e analisi Riepilogo per capitoli

Introduzione

La religione e la mitologia della Grecia classica sono radicate in un passato miceneo reso più accessibile dalla decifrazione della scrittura Lineare B. Nel XII secolo a.C. la civiltà micenea crolla a seguito delle invasioni doriche: unintera forma di vita sociale, un intero universo spirituale e psicologico scompare e si trasforma. Labbandono del Re divino in favore di uno Stato basato sullattività dei cittadini prepara una doppia innovazione: listituzione della polis e la nascita del pensiero razionale. DallVIII secolo a.C., nel quadro di una ripresa delle relazioni con lOriente, la Grecia afferma la sua identità originale, la sua propensione a secolarizzare il pensiero politico. Se desideriamo redigere il certificato di nascita della ragione greca, esso risiede in questo tornante tra lottavo secolo e il background miceneo.

I. Il quadro storico

Molto prima della nascita del pensiero greco, intorno al secondo millennio a.C., il Mediterraneo non è ancora diviso tra Oriente e Occidente: esso raccoglie una serie di popoli diversi che partecipano di una stessa cultura. Il mondo miceneo inizia a formarsi tra la Grecia continentale e Creta. È in contatto, attraverso scambi commerciali, con il Medio Oriente e lEgitto.

II. La monarchia micenea

La vita sociale si organizza attorno al palazzo e all anax, il re che, oltre ad avere una funzione religiosa, concentra in sé il potere politico, militare ed economico del regno. Se il potere è centralizzato, i signori, o basili, vassalli, godono di una relativa autonomia. Gli scribi cretesi mettono le loro abilità al servizio del regno e sviluppano tecniche amministrative e di contabilità essenziali per il governo del regno. La sovranità micenea scomparirà con linvasione dei Dori. Ciò causerà anche la perdita di contatto tra il mondo greco e lOriente e la scomparsa della scrittura.

III. La crisi della sovranità

Inizia una nuova era: da un regno governato da un autocrate si passa a una pluralità di città-stato in cui il potere è condiviso tra aristocrazia e rurali. Si può parlare di una "esplosione di sovranità" perché, mentre prima tutti i poteri erano concentrati nelle mani del re, ora sono distribuiti tra tutti i cittadini. La politica, la vita della città, i problemi di interesse generale diventano "il business di tutti" e sono dibattuti nell Agorà, la piazza pubblica nel centro della città, dove si affrontano gli argomenti di interesse generale. Ha così linizio la città-stato Polis, composta da cittadini liberi, autonomi e uguali VIII-VII secolo a.C.

IV: Luniverso spirituale della Polis

La nascita della Polis non comporta immediatamente la nascita della ragione greca, ma a lungo andare sarà quel contesto che permetterà di forgiare un nuovo pensiero. La polis stabilisce il prestigio della parola, propone il dibattito, la discussione e il confronto delle idee. Luniverso spirituale della Polis è caratterizzato da tre tipi di pensatori: i Saggi, i sofisti e i filosofi. Il saggio è un cittadino considerato superiore, detentore di una parola vera. I sofisti sono intellettuali che vendono la loro verità relativismo e sono molto presenti nello spazio pubblico. Allopposto, i filosofi saranno riluttanti a esporre le loro conoscenze nella sfera privata di una setta o in un dibattito pubblico e quindi prendere parte allattività politica. Inoltre, i cittadini si considerano pari tra loro: nasce il principio di uguaglianza isonomia - VI secolo. Ma luguaglianza del mondo greco non è quella che conosciamo oggi, ma coincide essenzialmente col piano politico: è luguale partecipazione di tutti i cittadini allesercizio del potere.

V. La crisi della città. I Saggi

Tra VII e VI secolo si osserva una ripresa delle relazioni commerciali nel Mediterraneo, tra la Grecia e lOriente. Lo scambio di ricchezza è un segno di potere. Il divario economico tra aristocrazia e contadini sta crescendo, soprattutto perché ci sono sempre più persone da sfamare. Ciò genera un momento di crisi, di disordini e conflitti interni in cui violenza e ingiustizia sono costanti. Occorre dunque cercare un equilibrio per mantenere il corpo sociale della Polis e per avere una città unita. A sostenere questo ruolo saranno i sacerdoti e i Saggi: in un certo modo essi creeranno la Legge e la Giustizia, che dovranno applicarsi allo stesso modo per tutti.

VI. Lorganizzazione del cosmo umano

I movimenti religiosi non solo hanno posto le basi per la legge e luguaglianza allinterno della Polis, ma hanno anche ispirato riflessioni morali e politiche. Due visioni si opporranno. Solone vuole dare ad ogni cittadino la quota di potere che gli appartiene secondo la sua ricchezza. Non esiste una piena uguaglianza di cittadini, ma una cosiddetta uguaglianza geometrica. Quindi abbiamo un cosmo mantenuto per legge in un ordine gerarchico. A questa corrente aristocratica si opporrà una corrente più democratica che definisce tutti i cittadini come uguali a prescindere dalla fortuna o dalla virtù. I cittadini hanno esattamente gli stessi diritti di partecipare a tutti gli aspetti della vita pubblica. Grazie a Clistene, lideale di isonomia è reso possibile. Il mondo sociale assume la forma di un cosmo circolare e centrato, in cui ogni cittadino ha una funzione assegnatagli per la durata di 1/10 dellanno e occupa tutte le funzioni secondo lordine del tempo. Le relazioni sociali non sono più soggette a gerarchia: nasce un universo omogeneo, senza differenziazione dei cittadini in base alla loro ricchezza. Quindi, un Cosmo unito.

VII. Cosmogonia e miti della sovranità

Dopo essersi liberata della regalità micenea e aver creato la polis e stabilito il principio di uguaglianza, la ragione greca sorge gradualmente verso il VI secolo a.C.

In realtà, questa ragione ha origine, distinguendosene, dalle cosmogonie e dai miti della sovranità. Le cosmogonie sono storie sulla creazione e lorigine del mondo, e i miti della sovranità tentano di spiegare come viene ordinato il mondo e chi lo dirige.

E in realtà i miti vanno progressivamente tramontando e si cerca di spiegare lorigine del mondo non grazie ai poteri divini ma attraverso le realtà naturali. Tuttavia, i cosiddetti "fisici" tengono un discorso non dissimile da quello teologico: sostituiscono i poteri divini con le realtà fisiche. I fisici non conoscono, per esempio, il concetto di sperimentazione.

Ma Vernant dimostra che il discorso di questi fisici produrrà un nuovo atteggiamento di spirito e una liberazione dai miti e dalla religione. Ed è in questo che si può parlare della nascita della ragione greca e di un pensiero razionale. Tuttavia, Vernant dice che non è un "miracolo greco" come spesso sentiamo, perché questi concetti non sono comparsi miracolosamente ma, al contrario, attraverso un lungo processo.

Alla scuola di Mileto, i primi "fisici" furono Talete, Anassimandro e Anassimene.

VIII. La nuova immagine del mondo

I greci ebbero una visione del mondo influenzata dallastronomia e dalla geometria, collocando la Terra al centro delluniverso. Ritenevano che se la Terra è immobile e non cade, è perché è equidistante da tutti gli altri punti delluniverso. I greci quindi ponevano relazioni di uguaglianza in natura. Intendevano organizzare il cosmo sociale della città e il potere della città nello stesso modo in cui è organizzata la natura. Ecco perché decisero di mettere il potere nel centro, e alla stessa distanza da tutti i cittadini. Fu questa disposizione del potere nel centro che consentì di equilibrare la città, di avere un potere stabile e democratico. Lagorà, lo spazio pubblico e secolarizzato ne divenne il simbolo: nel centro della città, consentiva il confronto tra i cittadini.

Conclusione

Le origini del pensiero greco gettano le radici nel sistema politico democratico che si stabilisce in Grecia verso il sesto secolo. La polis si basa infatti sul dibattito argomentato dei cittadini tra di loro, che ha permesso un graduale allontanamento dai miti. Sotto questo riguardo, è significativa la frase conclusiva del saggio: "La ragione greca è "figlia" della città". In Grecia è nata, non la ragione, ma UNA ragione un leitmotiv di J P. Vernant, che si ritrova ad esempio in Tra mito e politica.

Sebbene ispirato al pensiero greco, il razionalismo e la scienza moderna differiscono sotto molti aspetti a partire dallenfasi posta sulla scienza sperimentale. Secondo Vernant, lemergere del pensiero razionale greco è stato principalmente un fatto politico e riguarda i rapporti tra gli uomini piuttosto che la relazione con le cose. Così, fu la nascita della città che permise lemergere della ragione greca.