ⓘ Gelsomina Verde è stata una vittima della camorra. Barbaramente torturata e uccisa a soli ventidue anni nel pieno della cosiddetta prima faida di Scampia, dopo ..

                                     

ⓘ Gelsomina Verde

Gelsomina Verde è stata una vittima della camorra.

Barbaramente torturata e uccisa a soli ventidue anni nel pieno della cosiddetta prima faida di Scampia, dopo le sevizie il corpo venne dato alle fiamme allinterno della sua auto. Il suo nome ha inoltre designato il processo tenutosi contro alcuni esponenti del clan Di Lauro.

Si è ipotizzato che il cadavere della giovane donna, uccisa con tre colpi di pistola alla nuca dopo ore di torture, sia stato bruciato per nascondere le tracce dello scempio inflittole: lomicidio di questa giovane, infatti, colpì notevolmente lopinione pubblica per le sue modalità efferate e per il fatto che Gelsomina era del tutto estranea agli ambienti criminali. La ragazza lavorava infatti come operaia in una fabbrica di pelletteria e nel tempo libero si occupava di volontariato: la sua unica "colpa" era quella di essere stata legata sentimentalmente per un breve periodo a un ragazzo, Gennaro Notturno, entrato in seguito a far parte del cosiddetto clan degli scissionisti di Secondigliano; tale relazione si era peraltro conclusa diversi mesi prima del suo barbaro assassinio.

La storia della ragazza è stata raccontata nel romanzo Gomorra di Roberto Saviano e nel libro "Nella terra di Gomorra" di Tonino Scala mentre nella prima stagione della serie televisiva omonima è presente un personaggio, Manu interpretato da Denise Perna, a lei ispirato, che appare nel nono episodio intitolato per lappunto Gelsomina Verde.

Nel dicembre 2012 le è stata dedicata una aiuola nel quartiere Fuorigrotta a Napoli.

                                     

1. Il processo

La famiglia di Gelsomina si è costituita parte civile nel procedimento penale che si è concluso il 4 aprile 2006 con la condanna allergastolo per Ugo De Lucia, considerato uno dei più efferati sicari del clan Di Lauro nonché lesecutore materiale dellomicidio, e la condanna a sette anni e quattro mesi per il boss Pietro Esposito.

Si legge nella sentenza depositata il 3 luglio 2006:

Il 13 dicembre 2008 Cosimo Di Lauro è stato condannato allergastolo per lomicidio di Gelsomina Verde perché ritenuto mandante dellomicidio.

L11 marzo 2010 lo stesso Di Lauro, pur non ammettendo la responsabilità del delitto, ha risarcito la famiglia di Gelsomina con la somma di trecentomila euro, importo che aveva incassato da un premio assicurativo per un incidente occorsogli quando era adolescente. In seguito al risarcimento la famiglia della vittima ha rinunciato a costituirsi parte civile.

Nel dicembre 2010 Cosimo Di Lauro è stato assolto dallaccusa di essere il mandante dellomicidio.