ⓘ Incontro tra Diogene di Sinope e Alessandro Magno. L incontro tra Diogene di Sinope e Alessandro Magno è uno degli aneddoti più dibattuti della storia della fil ..

                                     

ⓘ Incontro tra Diogene di Sinope e Alessandro Magno

L incontro tra Diogene di Sinope e Alessandro Magno è uno degli aneddoti più dibattuti della storia della filosofia. Ne esistono molte versioni, le più note lo citano come prova del disprezzo di Diogene per lonore, la ricchezza e il rispetto.

Plutarco e Diogene Laerzio sostengono che Alessandro e Diogene morirono lo stesso giorno, nel 323 a.C. Anche se questa coincidenza è sospetta poiché potrebbe essere oggetto di uninvenzione, laneddoto e lincontro tra i due personaggi, è stato oggetto di molte opere letterarie e artistiche nel corso dei secoli, dagli scritti di Diogene Laerzio alla ricostruzione drammatica dellincontro fatta da David Pinsker nel 1930 in Aleksandr un Diogene ; tra gli scritti del Medioevo, diverse opere di Henry Fielding, e forse anche il Re Lear di Shakespeare. La letteratura le opere darte sul soggetto sono estremamente ampie.

Esistono versioni su versioni dellaneddoto, le cui origini della maggior parte di esse appaiono, direttamente o indirettamente, tratte dal resoconto dellincontro fatto da Plutarco, la cui storicità reale è stata messa in dubbio. Molte delle versioni impreziosite dellaneddoto non nominano uno dei due o entrambi i protagonisti, e alcune sostituiscono Socrate a Diogene.

                                     

1. Laneddoto originale

Secondo la leggenda, Alessandro rese visita al filosofo Diogene di Sinope e volendo esaudire un suo desiderio gli chiese cosa desiderasse. Secondo la versione narrata da Diogene Laerzio, Diogene rispose "Stai fuori dalla mia luce." Plutarco ne dà una versione più articolata:

Ci sono molte varianti minori di ciò che si suppone abbia risposto Diogene ad Alessandro. Secondo Cicerone, Diogene rispose con le parole: "Ora muoviti almeno un po fuori dal sole" Secondo Valerio Massimo, Diogene rispose: "Più tardi, per ora vorrei che tu non stessi al sole." La dichiarazione di Alessandro, "se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene." si trova anche in altre versioni dellaneddoto.

Nella sua biografia di Alessandro, Robin Lane Fox fissa lincontro nel 336 a.C., nellunico anno in cui Alessandro fu a Corinto. LAlessandro della storia non è il re dei re, sovrano della Grecia e dellAsia, ma il promettente ed esuberante ventenne figlio di Filippo di Macedonia, alla prima prova del suo coraggio in Grecia. Uno dei discepoli di Diogene, Onesicrito, in seguito si aggregò ad Alessandro e potrebbe essere stato la fonte originale di questa storia, abbellita nel racconto, che appare in Tolomeo I 14.2, Arriano, Anabasi di Alessandro, 7.2.1 e "Plutarco" Moralia, 331. Le altre fonti maggiori sono quelle di Cicerone Tusculanae disputationes 5.32.92; Valerio Massimo Dictorum factorumque memorabilium 4.3. ext. 4; Plutarco Alexander 14; e Diogene Laerzio 6.32, 38, 60, e 68.

La storicità dei racconti di Plutarco e altri è stata messa in discussione, non da ultimo da G.E. Lynch nel suo articolo su Diogene in Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology. Lynch sottolinea il fatto che Alessandro non aveva ancora il titolo che gli viene attribuito da Plutarco monarca, in quanto lo ebbe solo dopo aver lasciato la Grecia, e considera questo un problema abbastanza importante nella valutazione dellaneddoto nel senso che a parte lidea che Diogene viveva in una botte dovrebbe essere "bandita dalla storia". "Considerando quali ricchi aneddoti così particolari una persona come Diogene avrebbe potuto raccontare," continua Lynch, "non dobbiamo meravigliarci se alcuni sono giunti fino a noi e sulla loro genuinità è lecito avere qualche dubbio." A.M. Pizzagalli suggerisce che il racconto ha le sue origini nellincontro tra Alessandro e i Gimnosofisti in India, ed è stato tramandato nei circoli buddisti.

Ci sono variazioni significative tra i diversi racconti. Alcuni sostengono che lincontro tra Diogene e Alessandro avvenne a Corinto, altri ad Atene e alcuni ancora in un Metroon. Inoltre, come osservato in precedenza, il racconto di Diogene Laerzio è suddiviso in due parti. Al 6.38 vi è la richiesta di Alessandro e la risposta di Diogene "Stai fuori dalla mia luce!". Alessandro con i suoi seguaci è tuttavia, a 6.32. A 6.68, D.L. da una terza versione dellaneddoto, con Alessandro che risponde "è una buona cosa" ad una domanda di Diogene. A 6.60, D.L. da ancora una quarta versione, questa volta con le due introduzioni interscambiabili: "Io sono Alessandro il grande, re" e "io sono Diogene il cane".

Nei suoi Dialoghi della morte 13, Luciano di Samosata immagina un incontro tra Alessandro e Diogene agli Inferi. Il filosofo, una volta di più, punge le pretese di Alessandro e gli prescrive un rigido getto dacqua del Lete.

                                     

1.1. Laneddoto originale Interpretazione di Dione Crisostomo

Dione Crisostomo, nella sua quarta orazione sulla regalità, attribuisce una semplice morale allaneddoto: le persone che sono schiette e franche hanno lo stesso rispetto per gli altri di quello che hanno per se stessi, mentre i codardi considerano queste persone come nemici. Un buon re rispetterà e tollererà il candore di un critico moralmente sincero avendo cura di stabilire quali critici siano veramente sinceri, e quali stanno semplicemente fingendo sincerità, e la risposta di Diogene ad Alessandro è una prova della sincerità di Diogene: il suo coraggio nel rischiare di offendere Alessandro, senza sapere se il re avrebbe tollerato tale comportamento, lo indica come onesto.

                                     

1.2. Laneddoto originale Interpretazione di Peter Sloterdijk

Secondo Peter Sloterdijk, nel suo Critique of Cynical Reason, questo è "forse laneddoto più noto dellantichità greca, e non senza giustizia". Egli afferma che "Questo dimostra, in un sol colpo, cosa lantichità intendesse per saggezza filosofica; non tanto una conoscenza teorica, ma piuttosto uno spirito infallibile sovrano dovrebbe, al di sopra di ogni cosa, essere libero da invasioni; e tuttavia non cè uomo che non rivendichi il potere di perdere quel tempo che è il diritto degli altri".

                                     

1.3. Laneddoto originale Interpretazioni moderne

Nel 2005, Ineke Sluiter analizzò la prossemica dellincontro, osservando che una caratteristica comune degli aneddoti era che Alessandro si avvicinò a Diogene, invertendo le consuete posizioni fra regalità e gente comune in cui questultimo avrebbe dovuto essere fisicamente sottomesso. In questo modo, Diogene comunica la sua cinica indifferenza alle convenzioni in maniera non verbale.

                                     

2. Ristrutturazione e reinterpretazione medievale

Laneddoto fu molto popolare tra gli studiosi medievali, a causa della sua menzione negli scritti di autori che erano popolari in quel periodo: Cicerone, Valerio Massimo e Seneca. Valerio Massimo commenta Alexander Diogenem gradu suo diuitiis pellere temptat, celerius Darium armis 4.3. ext. 4. Seneca dice multo potentior, multo locupletior fuit omnia tunc possidente Alexandro: plus enim erat, quod hic nollet accipere quam quod ille posset dare. ", e aggiunge Alexander Macedonum rex gloriari solebat a nullo se beneficiis uictum. De beneficiis 5.4.3; 5.6.1.

Questi commenti sono stati ampiamente riprodotti. Il pensiero filosofico nel Medioevo concordava con quello di Seneca, in particolare: Alessandro, il quale si vantava del fatto che nessuno poteva superarlo in fatto di liberalità, venne superato da Diogene, che si dimostrò il migliore uomo in tutte le cose, rifiutando di accettare da Alessandro qualsiasi cosa ad eccezione di ciò che questi non poteva dargli. Diogene richiese ad Alessandro di restituirgli la luce del sole, qualcosa che Alessandro non poteva dargli; e limplicazione del racconto è che tutti i buoni doni vengono da Dio.

Una versione diversa dellaneddoto, che comprendeva il nuovo materiale, ha cambiato il fulcro della storia, e ha causato la perdita della suddetta morale. Questa versione ha raggiunto lEuropa attraverso la Disciplina Clericalis e si può trovarla anche nelle Gesta Romanorum. In essa, lincidente della luce solare viene spinto in una posizione subordinata, mentre lobiettivo principale, di Diogene era quello di identificare Alessandro come "il servo del suo servo". In questo aneddoto modificato, Diogene afferma ad Alessandro che la sua di Diogene volontà è soggetta alla sua ragione, mentre la ragione di Alessandro è soggetta alla sua volontà. Pertanto Alessandro è il servo del suo servo. La storia di bloccare la luce del sole, in questa versione, è solo una breve questione introduttiva; e, infatti, il racconto non è nemmeno detto come un incontro tra Diogene e Alessandro, ma come tra Diogene e i servi di Alessandro.

Fu questultima forma di aneddoto che divenne popolare al di fuori dei circoli accademici nel Medioevo. La prima versione, incentrata sulla luce solare incidente, è stata limitata principalmente, per popolarità, ai soli studiosi. John Gower presentò questa versione nel suo Confessio Amantis. In Confessio lincontro avviene tra opposti. Alessandro incarna un inquieto, terreno, conquistatore, considerando che Diogene è lincarnazione della virtù filosofica: controllo razionale, pazienza e sufficienza. Alessandro brama il mondo e lamenta il fatto che non ha più niente da conquistare "al the world ne mai suffise To will which is noght reasonable" - Confessio Amantis III 2436–2437 mentre Diogene si accontenta di non più che poche necessità della natura.

Il racconto di Gower usa i nomi autentici di Diogene e Alessandro, e questi sono i due personaggi nella maggior parte delle versioni medievali dellaneddoto. Tuttavia, questo non è il caso per la Disciplina Clericalis né per il Gesta Romanorum, le prime apparizioni di questo aneddoto modificato. Nel primo caso, lincontro è tra un re senza nome e Socrate; nel secondo, è tra Socrate e Alessandro. Secondo John David Burnley, questo suggerisce che laneddoto, almeno in questa forma, era destinato ad essere esemplificativo, piuttosto che una verità letterale. Non importava indicare con precisione i personaggi coinvolti, in quanto erano forme idealizzate, piuttosto che personaggi storici letterari. Essi simboleggiavano il conflitto tra un filosofo / critico e un re / vincitore, ed era la struttura dellaneddoto ad essere importante, piuttosto che le identità specifiche dei protagonisti. Socrate è buono come Diogene proprio per questo scopo, anche se Alessandro è favorito come re, semplicemente perché nel Medioevo era diventato larchetipo del conquistatore ed era considerato il più famoso della storia.

Lincontro appare in numerose opere del teatro elisabettiano come Campaspe di John Lyly. Lopera di Shakespeare, Re Lear potrebbe aver inteso parodiare questo aneddoto quando Re Lear incontra Edgar, figlio di Gloucester, vestito di stracci e dice: "Fammi parlare con questo filosofo".



                                     

3. Dialogo di Henry Fielding

Henry Fielding riscrisse laneddoto in A Dialogue between Alexander the Great, and Diogenes the Cynic, pubblicato nella sua Miscellanies nel 1743. La versione di Fielding della storia usa di nuovo Alessandro come una rappresentazione idealistica del potere e Diogene come una rappresentazione idealistica della riflessione intellettuale. Tuttavia, egli ritrae due uomini fallibili. Entrambi sono verbalmente abili, e impegnano lun laltro, ma entrambi sono dipendenti dal sostegno di altri per il peso delle loro argomentazioni. Fielding non ama nessuno dei due personaggi, e nella sua versione dellaneddoto ognuno dei due serve ad evidenziare la crudeltà e la cattiveria dellaltro. La falsa grandezza del conquistatore è mostrata in opposizione alla falsa grandezza del non fare filosofico, la cui retorica non porta a termine lazione.



                                     

4. Arti visive

Opere di Sebastiano Ricci

Lincontro tra Alessandro e Diogene fu oggetto di un disegno di Sebastiano Ricci e di un suo olio su tela visibile fino al 2023 presso i Musei civici di Belluno.

                                     

4.1. Arti visive La rencontre di Puget

Il bassorilievo di Puget, nella foto a destra, è ampiamente considerato come un capolavoro. Étienne Maurice Falconet lo descrive come un "errore sublime". Daniel Cady Eaton, storico dellarte e professore di Critica dellarte alla Yale University, ha osservato che il lavoro non è in linea con laneddoto, con Diogene raffigurato come un uomo pietoso e vecchio che estende le sue braccia e Alessandro come montato su un cavallo con una mano al petto in segno di scherno. I cavalli sono troppo piccoli per i cavalieri, e la catena con cui il cane viene tenuto è "abbastanza grande per lancora di una nave". Eugène Delacroix scrisse dellopera:

Victor Duruy sullo stesso punto, scrisse:

Altri, come Gonse, elogiarono Puget:

                                     

4.2. Arti visive Alexander and Diogenes di Landseer

In Alexander and Diogenes di Edwin Landseer, lautore rappresenta lincontro tra i due, come quello tra due cani. Alessandro è un bulldog bianco con un collare militare che guarda dallalto in basso con arroganza Diogene, rappresentato come il cane di un maniscalco trasandato che giace in un barile. Landseer trasse lispirazione dallincontro di due cani fatto per la strada, e uno osservava laltro che si trovava allinterno di un barile e questo gli fece ricordare lincontro tra Alessandro e Diogene. Il dipinto, a sua volta, ha ispirato i cani antropomorfi di Lilli e il vagabondo di Disney. Charles Darwin e Briton Rivière erano daccordo tra loro sul fatto che il pelo del cane Alessandro era stato erroneamente rappresentato.

                                     

4.3. Arti visive Opere di Sebastiano Ricci

Lincontro tra Alessandro e Diogene fu oggetto di un disegno di Sebastiano Ricci e di un suo olio su tela visibile fino al 2023 presso i Musei civici di Belluno.

                                     
  • Diogene di Sinope detto il Cinico o il Socrate pazzo in greco antico: Διογένης, Dioghénēs Sinope 412 a.C. circa Corinto, 10 giugno 323 a.C. è
  • Onesicrito di Astipalea gr. Ὀνησίκριτος Astipalea, 375 a.C. circa 300 a.C. è stato un filosofo e storico greco antico, discepolo di Diogene di Sinope Diogene
  • Magno Incontro tra Diogene di Sinope e Alessandro Magno Nodo gordiano Peritas Regno di Macedonia Romanzo di Alessandro Storici di Alessandro Magno Tiro
  • le scimmie indiane all incontro di Alessandro con un gruppo di scimmie e cacciatori ancora, un incontro galante fra Alessandro e la regina Talestri
  • Castello di Fontainebleau. Il piatto istoriato con Alessandro Magno incontra Diogene di Sinope è al Musée des beaux - arts Lione Il piatto con Glauco e Scilla
  • antico, per quanto di probabile ascendenza ateniese, e generale nell esercito di Alessandro Magno Egli fu .. di gran lunga il più caro di tutti gli amici
  • uno storico ateniese. Anticlide visse al tempo di Alessandro Magno secondo quanto riporta Plutarco, e di lui parlano frequentemente autori posteriori.
  • comando di Alessandro Magno suo amico d infanzia, e diventò uno dei Somatophylakes, le guardie del corpo del sovrano. Alla morte dell imperatore e nel corso
  • fiorire di aneddoti, come ad esempio quello di un incontro fra Diogene ed Alessandro Magno in cui il filosofo chiede indolentemente al condottiero di spostarsi
  • Macedoni, ed Arato riuscì a convincere Diogene a consegnargli il Pireo, Munichia, Salamina e i Capo Sunio in cambio di 150 talenti, dei quali 20 sborsati