ⓘ U+I è stato un telefono per uso pubblico a monete e gettoni, usato prevalentemente dalla fine degli anni sessanta fino alla prima metà degli anni ottanta; il te ..

                                     

ⓘ U+I

U+I è stato un telefono per uso pubblico a monete e gettoni, usato prevalentemente dalla fine degli anni sessanta fino alla prima metà degli anni ottanta; il telefono venne prodotto per conto della SIP.

                                     

1. Storia

Fino agli inizi degli anni sessanta le postazioni dei telefoni pubblici non erano numerose; inoltre allepoca ogni concessionaria territoriale aveva "carta bianca" sulla loro installazione.

Le postazioni telefoniche pubbliche che si trovavano in giro erano esclusivamente presso esercizi commerciali o strutture di pubblica utilità ed erano comunque legate a un contratto e di conseguenza non fruibili senza pagamento di un corrispettivo a uneventuale cassa o a una figura legata a un tesoriere; senza contare inoltre che la durata della telefonata non era regolamentata da un contaminuti legato alla gettoniera, quindi il gestore o titolare dellapparecchio si poteva rifiutare di offrire questo servizio senza che il possibile utente avesse avuto lobbligo del consumo del servizio offerto da quellesercizio; per esempio, se si voleva telefonare da un bar come minimo si doveva anche bere e pagare una tazzina di caffè.

Quando le concessionarie telefoniche furono assimilate e convertite nella società SIP, questa intorno alla metà degli anni sessanta regolamentò il comportamento delle abitudini dei cittadini studiando e creando il telefono pubblico U+I, un apparecchio apposito per la telefonia dallesterno.

Il telefono U+I fu quindi il primo della società SIP a essere installato non solo nelle consuete postazioni dove era possibile reperirlo, ma anche in strada, generalmente nelle aree di possibile ritrovo, come le piazze o i parchi.

                                     

2. Caratteristiche

Il telefono U+I fu uno strumento innovativo per lepoca, essendo dotato di una raccoglitrice a gettoni in cui era possibile usare anche i tagli di alcune monete in vigore senza dover pagare alcun corrispettivo a nessuno se non allapparecchio medesimo e di conseguenza eliminando il "monopolio ad uso esclusivo" da parte del titolare o del gestore.

La struttura esterna dellapparecchio era in metallo zincato con il disco combinatore al centro simile ai telefoni di casa dellepoca; sopra era presente la fessura per lintroduzione dei gettoni o delle monete; a fianco la "cornetta" di plastica, simile a quella del modello Siemens S62, appoggiata a un piccolo gancio metallico.

Più in basso, sempre al centro, era presente una targa in metallo su cui erano segnate le indicazioni riguardanti le tariffe delle telefonate le informazioni specifiche per luso, sotto la targa era presente infine limboccatura per leventuale restituzione del corrispettivo parzialmente consumato, il coperchio era in plastica trasparente; la restituzione delle monete o dei gettoni non avveniva automaticamente come nei più moderni apparecchi odierni, ma era necessario premere un tasto rotondo di colore rosso posto alla destra dellapparecchio, tasto che permetteva lazzeramento del credito.

Linterno dellapparecchio era formato da una pompetta con allinterno del mercurio che generava il collegamento alla linea al momento in cui la cornetta veniva sollevata dal gancio; il percorso generato dalla moneta o dal gettone metteva il funzione il resto del meccanismo: il gettone, una volta introdotto nella fessura, rotolava lungo uno scivolo a zig zag che si arrestava quando arrivava alla raccoglitrice.

Il telefono era dotato di un meccanismo intelligente che informava sia lutenza sia i tecnici dellimpossibilità di funzionare a causa della cassetta raccoglitrice piena; infatti sulla sagoma in metallo, in alto a sinistra, un piccolo indicatore costituito da una mascherina trasparente mostrava un pannello verde se il telefono era in servizio e rosso se era fuori servizio.

                                     

3. La scomparsa

A differenza del suo successore, il modello G+M, il modello U+I rimase in uso molto a lungo, talvolta affiancando i suoi successori in determinate postazioni a carattere sia pubblico sia stradale, nonostante il fatto che i modelli del telefono a "disco combinatore" fossero obsoleti e che spesso non permettessero luso di alcune moderne funzioni ancora regolate da persone fisiche a funzione di centralino allepoca della progettazione.

Uscì definitivamente dal servizio intorno alla prima metà degli anni novanta, quando in Italia si era già largamente diffuso luso delle schede telefoniche, anche perché il modello U+I non poteva utilizzarle. Le schede erano preferibili perché permettevano di mantenere una minor quantità di monete nella raccoglitrice, evitando così possibili scassinamenti dellapparecchio.