ⓘ Ein Sof, En Sof o Ayn Sof, nella Cabala ebraica viene concepito come Dio prima della sua automanifestazione nella produzione di un qualsiasi reame ; probabilmen ..

                                     

ⓘ Ein Sof

Ein Sof, En Sof o Ayn Sof, nella Cabala ebraica viene concepito come Dio prima della sua automanifestazione nella produzione di un qualsiasi reame ; probabilmente derivato dal termine "lUno Infinito", così tradotto da Avicebron. Ein Sof può tradursi come Senza fine, Nulla infinito, Interminabile, o semplicemente Infinito. Ein Sof è "definizione" o "espressione" per Dio, soprattutto connessa allorigine divina di tutta lesistenza creata, in contrasto allo Ein, che è infinito nulla. Usato anche dal mistico Azriel ben Menahem di Gerona che, confrontandosi con il neoplatonismo, secondo cui Dio non può avere desideri, pensieri, parole o azioni, enfatizzava con esso la negazione di qualsiasi attributo per limpossibilità di definire un"esistenza" di Dio poiché, in quanto perfetto, non suscettibile a cambiamento, inoltre eterno e santo - infatti, secondo unanalisi del Creato, pare che l esistenza debba avere un inizio per una continuazione per esprimere la propria funzione o natura - Dio, Causa Prima, non presenta fine o inizio. Dell Ein Sof, nulla può esser compreso. È lorigine dell Ohr Ein Sof, la "Luce Infinita" della paradossale divina autoconoscenza, annullata dentro lEin Sof prima della Creazione. Nella Cabala lurianica il primo atto della Creazione, l"autocontrazione" di Dio per creare uno "spazio vuoto", avviene da lì. Nel chassidismo lo Tzimtzum è soltanto un occultamento illusorio dello Ohr Ein Sof, che dà origine al panteismo monistico. Conseguentemente, il chassidismo si concentra sullessenza divina, Atzmut, radicata più in alto di Ein Sof nellambito del Divino Essere: Ein Sof infatti "si limita" allinfinità e "si riflette" nellessenza della Torah e dellanima.

Questa concezione di Ein Sof richiama quella del Nome Divino che sarebbe stata rivelata a Mosè in Esodo 3.14:

                                     

1. Spiegazione

Lo Zohar spiega il termine Ein Sof come segue:

In altre parole, Ein Sof sta a significare lessere innominabile. In un altro passo dello Zohar, si riduce il termine a Ein non-esistente, perché Dio trascende talmente la comprensione umana da essere "praticamente" inesistente.

Oltre allo Sefer Yetzirah e allo Zohar, altre note spiegazioni sono state formulate da pensatori mistici ebrei medievali, specialmente sulla relazione tra Ein Sof e altre realtà e livelli di realtà. Tra questi si annoverano Isacco il Cieco e Azriel. Judah Hayyat, nel suo commentario Minhat Yehudah sul Maareket Elahut, fornisce la seguente spiegazione del termine "Ein Sof":

                                     

2. Riscontri testuali

Il termine Ein Sof si trova nella letteratura cabalistica dopo il 1200. Tuttavia non fu apparentemente coniato come termine tecnico, in quanto questo non era lo stile in cui, nel periodo medievale, erano coniati i termini negativi. Molto probabilmente la sua origine è da ricercarsi in quelle frasi che sottolineano la "sublimità di Dio", che è infinita ad le-ein sof, o che sottolineano le caratteristiche del Pensiero Divino, la cui comprensione "non ha fine" ad le-ein sof. Luso di questo epiteto nella prima letteratura cabalistica dimostra senza dubbio che il termine è nato da questo tipo di espressione. Apparentemente la sua origine risale al circolo di Isacco il Cieco e dei suoi discepoli. Dal punto di vista di alcuni cabalisti, il nome "Ein Sof" era ugualmente applicabile al primo prodotto dellemanazione, la Sephirah Keter, a causa della sua natura completamente nascosta, e questo doppio uso della parola ha dato luogo nella letteratura cabbalistica a notevole confusione. Non cè dubbio che fin dallinizio lintenzione era quella di utilizzare il nome per distinguere lAssoluto dalle Sephirot che emanavano da Lui. La scelta di questo nome particolare può essere spiegata dallenfasi posta sullinfinità di Dio nei libri del Saadya Gaon, che ebbero una grande influenza sul cerchio dei cabalisti provenzali. Il termine indica anche che il linguaggio antropomorfico con cui i cabalisti parlavano del Dio vivente della fede e della rivelazione, non rappresenta la totalità del loro approccio teosofico-teologico. In un primo momento non cera nessun articolo determinativo utilizzato in combinazione con Ein Sof, e veniva trattato come un nome proprio, ma dopo il 1300 ci furono cabalisti che parlarono dell Ein Sof. Inizialmente il termine fu usato solo raramente anche nella parte principale dello Zohar la sua presenza è molto rara, ma dal 1300 circa il suo uso divenne abituale e più tardi la Cabala viene a citare anche diversi "tipi di Ein Sof", ad esempio: lavvolgente Ein Sof, lavviluppante Ein Sof, l Ein Sof superiore.

Unaltra possibile fonte della teoria cabalistica di Ein Sof è il termine "aperantos", che appare in una fonte gnostica della tarda antichità, in un libro in cui si trovano interpretazioni di versetti e temi biblici. Secondo alcuni cabalisti, più eminentemente Rabbi David ben Judah he-Hasid, allinterno di Ein Sof ci sono dieci Sephirot superne chiamate Zahzahot, che sono descritte ricorrendo a molti termini antropomorfici classici. Questa visione del Ein Sof si riscontrava nella Cabala safedica.

                                     

3. Le Dieci Sephirot

Secondo Gershom Scholem, Ein Sof è lemanatore delle dieci Sephirot, ovvero emanazioni di energia che si trovano nellAlbero della Vita cabalistico. Ein Sof, l Antico di tutti gli Antichi Atik Yomin, emana le Sephirot nel grembo cosmico dellAyin in un modo che causa luniverso creato. Le tre lettere che compongono la parola "Ayin" אי״ן indicano le prime tre Sephirot puramente spirituali, che precedono emozioni o azioni. Lordine di devoluzione può essere descritto nella seguente maniera:

000. Ayin Nulla; אין 00. Ein Sof Illimitatezza; אין סוף 0. Ohr Ein Sof Luce Infinita; אור אין סוף -.Tzimtzum Contrazione; צמצום
  • Yessod Fondamento; יסוד
  • Malkhuth Reame; מלכות
  • Netzach Trionfo o Resistenza; נצח
  • Hod Maestà o Splendore; הוד
  • Keter Corona; כתר
  • Binah Comprensione; בינה
  • Tiferet Bellezza o Compassione; תפארת
  • Ghevurah o Din Potenza o Giustizia; גבורה
  • Chokhmah Saggezza; חכמה
  • Chessed o Gedulah Grazia o Misericordia; חסד

Le dieci Sephirot erano precedute da una fase di occultamento chiamato tzimtzum, che "concede spazio" alle creazionei di percepirsi come esistenze separate dal loro creatore. Le Sephirot producono riflessi in serie di triadi contrapposte tra gli stati più esaltati dellessere o "non-essere", quando l"alterità" ancora non esiste e livelli più bassi e mondani di esistenza:

  • Ayin, Ein Sof, Ohr Ein Sof
  • Keter, Chokhmah, Binah
  • Chessed, Gevurah, Tiferet
  • Netzach, Hod, Yessod

Preoccupati per le critiche filosofiche sui fraintendimenti che potrebbero generarsi per teorie, non sempre chiare sulle dualità o molteplicità in Dio, Uno ed Unico, i cabalisti non stancano mai di sottolineare che le Sephirot sono legate all Ein Sof e senza l Ein Sof non hanno esistenza o non vanno intesi come "fisici" o "materiali" vedi sopra. Tuttavia, nella Cabala medievale, se le sephirot sono soltanto mezzi per manifestare Dio, allora perché sono a volte descritte come divine di per sé stesse? Moses Cordovero, che ha dato la prima sistematizzazione completa della Cabala nel XVI secolo, adotta una posizione di compromesso: le Sephirot sono costituite da 10 luci investite in vasi. I vasi sono veicoli differenziati della creazione, mentre la luce è luce indifferenziata dellEin Sof, nella maniera in cui lacqua viene versata in diverse forme di vasi, o flussi di luce attraversano diversi colori di vetro. Nonostante il cambiamento daspetto, lacqua e la luce emanano da una sola fonte e sono essenzialmente immutate; i vasi servono semplicemente a filtrare e velare la luce per rivelare differenti aspetti del creatore, e permettere alle creazioni di beneficiare della sua luce. Questa spiegazione venne accettata e allargata in opere cabalistiche e chassidiche successive.



                                     

4. Essenza Atzmut

Lebraismo chassidico del XVIII secolo interiorizzò le emanazioni esoteriche trascendenti della Cabala nelle percezioni e corrispondenze psicologiche immanenti. Il termine usato nella filosofia chassidica per Fonte Divina è Atzmut "Essenza". Mentre l Ein Sof della Cabala può solo essere infinito, Atzmut, radicato più in alto nel Divino, va oltre la dualità del finito/infinito. Come Etzem, trascende tutti i livelli e permea tutti i livelli. Ciò si riflette nel monismo paradossale "acosmistico" del panteismo chassidico, e si collega allessenza della Torah e dellanima. Nel pensiero chassidico, la Cabala corrisponde al Mondo di Atziluth, alla sephirah di Chokhmah e al livello spirituale di Chayah ; la filosofia chassidica corrisponde ai Quattro Mondi di Adam Kadmon, alla sephirah di Keter e allessenza dellanima di Yechidah. Il Baal Shem Tov insegnò che il solo riflesso di Atzmut è la sincerità dellanima nello svolgimento delle osservanze ebraiche e della preghiera. Di conseguenza, il chassidismo ha dato nuova rilevanza alla gente comune e alla preghiera e azione, al di sopra del tradizionale e preminente Studio della Torah, poiché Atzmut si riflette soprattutto nei livelli più bassi, essendo il proposito della Creazione di fare un "Luogo di Dimora" per Dio nei Reami più bassi. Come reazione, Chaim Ickovits di Volozhin, il principale teorico teologico dei Mitnagdim, si oppose al panteismo chassidico e riaffermò lo studio talmudico.

                                     

5. Interpretazione

Ein Sof non ha forma statica e/o definibile. Al contrario, i cabalisti "concepiscono" Dio, il mondo e lumanità in congiunta evoluzione attraverso, e quindi incarnando, una serie di fasi e aspetti distinti, con successive fasi opposte, ma allo stesso tempo che comprendono quelle precedenti: è sia perfettamente semplice che infinitamente complesso, tutto e niente, nascosto e rivelato, realtà e illusione, creatore delluomo e vicino alluomo. Come Ein Sof si evolva viene rivelato progressivamente quale "nulla" =Ein/Ayin, la totalità dellessere, la volontà infinita Ratzon, Pensiero e Sapienza, l"incarnazione" di tutti i valori e significati le Sefirot, per lunità di maschio e femmina cfr. Adon Olam e Nomi di Dio nella Bibbia. Ein-Sof è sia la totalità di questa dialettica che ciascuno dei punti lungo il percorso. Ein-Sof deve essere costantemente cercato, poiché per sua stessa natura lindividuo è in un costante processo di "elevazione" vedi sopra, quasicché Dio "conosca sé stesso" e "ri-definizione". La creazione è in realtà incarnata e perfezionata nella creatività del genere umano che, attraverso attività pratiche, etiche, intellettuali e spirituali, si sforza di riscattare e perfezionare modalità caotiche, "contraddittorie" e imperfette.

I cabalisti usano una varietà di termini epistemologici negativi per far riferimento al Dio nascosto: "loccultamento del segreto", "la luce nascosta", "ciò che il pensiero non può contenere", ecc. ciascuno dei quali col significato che questo Dio è in qualche modo al di là della conoscenza e della comprensione umane. Tuttavia, ci sono altri termini – per esempio, "Radice di tutte le radici", "Unità Indifferente", "Grande Realtà", "Creatore", "Causa delle cause" e "Primo Motore" insieme al termine Ein Sof, "senza fine" – che significano che Dio è lorigine del mondo, la realtà del mondo, o la totalità di tutte le cose. Eppure, nonostante le connotazioni positive, anche quei cabalisti che hanno utilizzato tali termini dichiarano di riferirsi a un Dio che è completamente inconoscibile e occultato. Di questo Dio, lopera proto-cabalistica Sefer Yetzirah in precedenza aveva detto "trattiene la bocca dal parlare e il tuo cuore dal pensare, se il tuo cuore corre via lasciarlo tornare al suo posto".

Ein Sof offre una risposta razionale/spirituale alle domande "Perché esistono le cose?" e "Qual è il significato della vita umana?" – Ein Sof genera un mondo affinché Egli, come fonte di ogni significato e valore, possa venire a conoscere Se Stesso, e affinché i Suoi valori, che in Lui esistono solo nellastratto, possano diventare pienamente attualizzati nellumanità. Ein Sof è al tempo stesso la pienezza dellessere e il nulla assoluto, ma "non è completo" nella sua essenza Etzem fino a che Egli non si realizzi attraverso lattività spiritualizzatrice e redentrice del genere umano. Ein Sof si riflette nel cuore e nellanima delluomo ma, cosa più importante, Egli si attualizza nelle opere delluomo.

                                     

5.1. Interpretazione Il Vuoto

La Cabala insegna che prima di ogni manifestazione ci fu il "vuoto", con lo Tzimtzum. Una similitudine per questa verità principale la si trova ascoltando il proprio respiro: prima dellinalazione, cè il "vuoto" nei polmoni; dopo lespirazione, cè nuovamente il "vuoto" nei polmoni. I cabalisti citano lesempio del Nome di Dio: Ehyeh Asher Ehyeh – il "suono" del "soffio" è infatti correlato alla Creazione; Ein Sof e la qualità del Keter, la Corona e la prima Sephira furono e sono già prima che il vuoto, da cui poi sorsero tutte le cose, si colmasse di luce. Esiste ancora il principio secondo cui Dio è Creatore a cui tutte le cose ritornano: Ein Sof è linizio e la fine di tutto ed è generalmente posto alla testa dellAlbero, una sephira irrelata da cui tutte le manifestazioni fluiscono.

Questo quindi il "terreno primordiale" dellessere, o esistenza ", in cui sono affondate le radici dellAlbero della Vita, radici nel/dal vuoto; poiché tutto ciò che è deve passare attraverso il ciclo delle dieci Sephirot, Ein Sof è ciò che viene prima di tutto, ed è generalmente "posto" elevato ma è anche presente nel Mondo ed anche per luomo.



                                     

5.2. Interpretazione La Via Mistica

I cabalisti introdussero una distinzione tra gli aspetti occulti di Dio e quelli rivelati. Laspetto occulto, infinito di Dio è chiamato Ein Sof "Senza Fine". Questo nome è venuto ad essere inteso come il nome proprio dellaspetto nascosto di Dio: Infinito. Indica soltanto che Dio esiste, senza implicare nulla del Suo "carattere".

Secondo alcuni cabalisti moderni, Dio dovrebbe essere indicato come Esso neutro piuttosto che Egli maschile, sebbene nella lingua ebraica non ci sia un genere neutro. A causa della grande sublimità e trascendenza di Dio, assolutamente nessun nome Gli può essere applicato per concepirne lEssenza divina. Il termine Ein Sof denota che Dio è diverso da qualsiasi cosa che si possa conoscere. Secondo i mistici ebrei, lespressione ermeneutica Ein Sof non è nome di Dio a cui riferirsi in momenti di preghiera: Ein Sof è assolutamente impersonale e oltre ogni caratterizzazione. Tutto ciò che si può dire di Dio è che Egli è al di sopra di tutto ed è chiamato Ein Sof.



                                     

5.3. Interpretazione Misticismo ebraico

Lo Zohar distingue espressamente tra due mondi, che entrambi rappresentano Dio. In primo luogo un mondo primario, il più profondamente nascosto di tutti, che rimane insensibile e incomprensibile a tutti eccetto Dio, il mondo di Ein Sof ; in secondo luogo un altro, che si unisce al primo, che permette di conoscere Dio, e di cui la Bibbia dice: "Aprite le porte, che io possa entrare", il mondo degli attributi. I due in realtà ne formano uno, nello stesso modo - per usare la similitudine dello Zohar - del carbone e della fiamma, vale a dire: il carbone esiste anche senza fiamma, ma il suo potere latente si manifesta solo nella sua luce. Gli attributi mistici di Dio sono tali mondi di luce in cui la natura "oscura" di Ein Sof si manifesta.

Per il cabalista, il fatto fondamentale della creazione avviene in Dio. La creazione del mondo, vale a dire, la creazione di qualcosa dal nulla, è di per sé solo laspetto esterno di qualcosa che avviene in Dio Stesso. Questa è anche una crisi dell Ein Sof occulto, che passa dal riposo alla creazione, ed è questa crisi, la creazione e lAuto-Rivelazione insieme, che costituisce il grande mistero della teosofia e il punto cruciale per la comprensione dello scopo della speculazione teosofica. Tale crisi può essere descritta come lirruzione della volontà primordiale, ma il cabalismo teosofico utilizza spesso la metafora più audace del "Nulla". Linizio primario o attuazione in cui viene esternalizzato il Dio introspettivo e la luce che brilla internamente è resa visibile, questa rivoluzione di prospettiva trasforma Ein Sof, la pienezza inesprimibile, in nulla.

                                     

5.4. Interpretazione Solo Uno

Ein Sof include tutto ciò che sempre è stato, è e sarà. Tutto ciò si unisce in uno stato che ancora non distingue il "potenziale" dal "reale", il realizzabile dal concreto. Rappresenta una pienezza di energia al di là di ogni descrizione. Da questa energia viene fuori tutto ciò che è, un"esplosione" trasmutante che in ogni istante svolge il viaggio completo dallEssere agli esseri, dal mistero infinito di Y-H-W-H alle infinite realtà dellesistenza.

Perché avviene l"esplosione"? Perché sono emerse o emergono le "esistenze" dal "nulla"? Per rispondere a tale domanda sarebbe come dire di più su Ein Sof di quanto non si possa. "Volontà" e "desiderio" sono concetti troppo umani per poterli proiettare sul "volto" di un mistero "senza volto", recondito. Forse anticipazione è un termine leggermente più neutro. La prima agitazione allinterno di Colui che conduce verso lesistenza dei molti è il senso del tempo, unestrazione del futuro dallinteriore delleternità dellEssere. nel momento del potenziale esamina- nte se stesso e realizza la sua propria potenza, emerge il pensiero di un futuro in cui tale potenziale possa essere attuato. Nasce così un senso lineare del tempo, un prima-e-dopo sequenziale che si esterna dalleterno cerchio chiuso dall/dell Ein Sof.

                                     

6. Cabala ed Ein Sof

Tutti i sistemi cabalistici hanno la loro origine in una distinzione fondamentale sul problema del Divino. In astratto, è possibile il principio di Dio come Dio Stesso riferendosi solo alla Sua natura la Shekhinah oppure come Dio nella Sua relazione con la creazione cfr. Cinque Mondi e Sefirot. Tuttavia, tutti i cabalisti concordano sul fatto che nessuna conoscenza religiosa di Dio, anche del tipo più elevato, può essere acquisita se non attraverso la contemplazione del rapporto di Dio con la Sua creazione: Dio in Se Stesso, lEssenza assoluta, si trova al di là di ogni comprensione speculativa o addirittura estaica: limmensa ed elevatissima Sua Grandezza non risulta confrontabile con niente. Per esprimere questo aspetto inconoscibile del Divino, i primi cabalisti della Provenza e della Spagna coniarono il termine Ein Sof. Questa espressione non può essere ricondotta ad una traduzione di un termine filosofico latino o arabo. Piuttosto si tratta di una ipostatizzazione che, in contesti che trattano dellinfinità di Dio o del Suo pensiero che si estende senza fine le-ein sof o ad le-Ein Sof, usa il rapporto avverbiale come se fosse un sostantivo e lo utilizza come un termine tecnico. Ein Sof appare per la prima volta negli scritti di Isacco il Cieco e dei suoi discepoli, in particolare nelle opere di Azriel di Gerona e più tardi nello Zohar, il Maarechet ha-Elohut, e gli scritti di quel periodo.

Sebbene i cabalisti fossero già a conoscenza dellorigine del termine, non lo usarono con larticolo determinativo, ma lo trattarono come un nome proprio; fu solo dal 1300 in poi che si cominciò a parlare anche di ha-Ein-Sof.



                                     
  • cominciare dall Ohr Ein Sof - la Luce Infinita primordiale, e successivamente le 10 emanazioni delle Sephirot e la Fonte Divina l Ein Sof Infinito appare
  • intermediaria tra l Infinità Divina Ein Sof e Chokhmah. Poiché Keter è una rivelazione suprema di Ohr Ein Sof Luce Infinita trascendendo le Sephirot
  • delle create Sefer haZohar Creazione teologia - Chomer Hayiulì Etere elemento classico Luce celeste Or Ein Sof - Ein Sof Sefirot e Partzufim Tzimtzum
  • Mondi indica l emanazione della forza vitale creativa dall infinito Ein Sof Divino, tramite innumerevoli tzimtzumim progressivi occultamenti velature condensazioni
  • prevalentemente alla Divinità nell Ebraismo con il suo termine designato Ein Sof Senza Fine - Infinito poiché ciò distingue tra l Essere Divino oltre
  • nome Ein Sof Nulla Infinito è solo un ripiego. Anche Keter Elyon, la prima Sephirah, non la si può concepire o immaginare, è coeterna con Ein Sof sebbene
  • nascosto ed infinito, nelle profondità dell Ein Sof o Essere Divino, Dio lett. Senza Fine Credeva che dall Ein Sof emanasse la Makhshava Pensiero Divino
  • nell Ebraismo Ein Sof Lista di preghiere e benedizioni ebraiche Nomi di Dio nella Bibbia Preghiera ebraica Principi di fede ebraica Siddur Audio file, Ein Keloheinu
  • semplicità dell Ein Sof Nulla Infinito riempiva tutta la realtà In una forma mistica di Autorivelazione Divina, la Luce di Ein Sof Or Ein Sof o Luce
  • divini, poiché nell Ein Sof Infinito prima della Creazione le Sephirot erano completamente vanificate nella non - esistenza cfr Ein Sof della semplice
  • traduzioni testuali EN Cabala ebraica Cabala lurianica Cabalisti ebrei Ein Sof e Sephirot Zohar Leshem Shevo V achlamah in Aharon s Jewish Books and Judaica
  • doppi verde - i 12 semplici Cabala ebraica Cabala pratica Cinque Mondi Ein Sof Sephirot Isaac Luria Meditazione ebraica Mondo Superiore e Mondo Inferiore