ⓘ Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna, Infante di Spagna, è stato il secondo figlio maschio del re Carlo IV di Spagna e della regina Maria Luisa di Borbone-Parm ..

                                     

ⓘ Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna

Carlo Maria Isidoro di Borbone-Spagna, Infante di Spagna, è stato il secondo figlio maschio del re Carlo IV di Spagna e della regina Maria Luisa di Borbone-Parma: come Carlo V fu il primo dei pretendenti carlisti al trono spagnolo. A lui si fa spesso riferimento come Don Carlos, ma non va pertanto confuso con il suo omonimo, figlio di Filippo II di Spagna.

                                     

1.1. Biografia Gioventù

Carlo nacque il 29 marzo 1788. Nel 1808, Napoleone costrinse Carlo IV e il suo primogenito Ferdinando a rinunciare ai loro diritti al trono spagnolo. Carlo, erede presuntivo di suo fratello, rifiutò di rinunciare ai diritti, perché li considerava dati per grazia di Dio. Dal 1808 al 1814 lui e Ferdinando furono prigionieri di Napoleone a Valençay, in Francia.

Nel 1814 Carlo e il resto della famiglia reale poterono tornare a Madrid. Nel settembre di due anni dopo sposò sua nipote Maria Francesca di Braganza 1800-1834, figlia di Giovanni VI di Portogallo e di sua sorella Carlotta Giuseppina, da cui ebbe tre figli:

  • Carlo Luigi 1818-1861, conte di Montemolina
  • Ferdinando 1824-1861
  • Giovanni 1822-1887, conte di Montizon

Tranne che nelle cerimonie pubbliche, Carlo rimase in disparte nella vita pubblica e di Corte. Ferdinando VII, sia pure forzatamente essendo pressato dai tempi nuovi, aveva ritenuto necessario collaborare con i liberali moderati, tantè che nel 1812 firmò una Costituzione, cancellando tutto dopo la caduta di Napoleone. Carlo, invece, era noto per la sua ferma convinzione nel diritto divino del sovrano di governare in modo assoluto, per la rigida ortodossia delle sue idee e la sua devozione religiosa.

Durante i moti rivoluzionari del 1820-1823 il "Triennio Liberale Spagnolo", Carlo fu minacciato dai radicali, mentre alcuni conservatori lo volevano vedere sul trono. Il principe, invece, in quanto fervente credente nella dottrina legittimista, si rifiutò sempre di prendere le armi per scavalcare il fratello.

                                     

1.2. Biografia La Prammatica Sanzione del 1830

Nel maggio 1830 Ferdinando VII emanò la Prammatica Sanzione che permetteva anche alle donne di accedere al trono: questo decreto era già stato approvato dalle Cortes nel 1789 ma non era mai stato ufficialmente promulgato. Fino ad allora Carlo era stato lerede presuntivo del fratello, ma il 10 ottobre 1830 la moglie di Ferdinando diede alla luce una figlia, Isabella, che automaticamente prese il posto dello zio nella linea di successione.

Il partito clericale chiamato in Spagna apostólicos continuava a supportare i diritti di Carlo al trono, considerando la Prammatica Sanzione illegale, supportati anche dalla principessa Maria Teresa, moglie di Carlo. Nel marzo 1833 Ferdinando autorizzò il fratello e la cognata ad andare in Portogallo. Questa autorizzazione era in realtà un ordine per allontanarlo dalla Spagna e dai suoi sostenitori.

Nellaprile 1833 Ferdinando chiamò il fratello a prestare un giuramento di fedeltà a Isabella come Principessa delle Asturie, titolo tradizionalmente dato allerede al trono. In modo rispettoso ma fermo Carlo si rifiutò. Non aveva desiderio di salire al trono, ma era incrollabile nella convinzione di non poter rinunciare ai propri diritti, in quanto di origine divina.

                                     

1.3. Biografia La guerra

Ferdinando VII morì il 29 settembre 1833. A Madrid sua moglie Cristina si proclamò reggente per la figlia Isabella ma il 1º ottobre Carlo emise un manifesto dove annunciava la propria salita al trono come Carlo V di Spagna, informando al contempo i membri del governo di Cristina che li confermava nei loro incarichi e avvicinandosi al confine ispano-portoghese. Lì si scontrò con le forze leali a Cristina ed Isabella II che cercarono di arrestarlo. Questo costrinse Carlo a restare in Portogallo, stato anchesso insanguinato da una guerra civile tra i sostenitori del cognato e nipote di Carlo, Michele del Portogallo e la moglie e nipote di questi, Maria II del Portogallo. In Spagna iniziava la Prima guerra carlista.

Quando il partito michelino fu sconfitto definitivamente nel 1834, Carlo si rifugiò in Inghilterra e il governo spagnolo si offrì di garantirgli una pensione annuale di 30.000 sterline, se avesse rinunciato alle sue pretese e non fosse più tornato nella penisola iberica. Carlo rifiutò con decisione. In luglio passò in Francia, dove aveva il forte appoggio del partito legittimista, e di lì incontrò i propri sostenitori ad Elizondo, nella parte spagnola dei Pirenei. Nellottobre 1834 sua cognata la Reggente Cristina emanò un decreto ratificato dalle Cortes tre anni dopo che lo privava dei suoi diritti di Infante.

Carlo rimase in Spagna per cinque anni a fianco delle sue armate. Non dimostrò mai le qualità di un buon generale o un particolare coraggio ma seppe resistere alle molte difficoltà che gli si presentavano quando doveva nascondersi tra le colline. In queste occasioni ebbe spesso laiuto di un guida corpulenta conosciuta comunemente come "regio asino" burro real.

La corte stretta intorno a Carlo era continuamente agitata da intrighi personali: se alcuni suoi aderenti lo sostenevano perché credevano nei suoi diritti al trono, altri lo facevano solo per promuovere i privilegi delle provincie basche. A questo si aggiungevano i conflitti fra gli ufficiali di Carlo e il clero, che aveva molto ascendente sul principe.

Durante i primi anni della guerra ci furono parecchi momenti in cui la vittoria parve alla portata di Carlo. Lultima volta fu con la cosiddetta Spedizione Reale dellestate 1837 quando le truppe carliste dalla Navarra giunsero fino ai sobborghi di Madrid. Carlo sperava di entrare in città senza spargimento di sangue, ma quando gli apparve evidente che soltanto una battaglia avrebbe permesso lentrata in città, lInfante tentennò e dopo parecchi giorni decise di ritirarsi. La sua prima moglie era morta in Inghilterra nel 1834: Carlo si risposò in Biscaglia nel 1837 con la sorella maggiore della defunta e sua propria nipote Maria Teresa di Braganza.

Nel giugno 1838 Carlo nominò suo comandante in capo Rafael Maroto. Questi nel febbraio 1839 ebbe quattro generali caduti e divulgò un documento in cui criticava lentourage di Carlo, il quale lo dimise dalla carica che ricopriva. Maroto mosse su Tolosa, dove il principe risiedeva ne fece un virtuale prigioniero. Venne subito rinominato comandante in capo e ottenne il licenziamento dei cortigiani che lo osteggiavano. Successivamente iniziò una serie di abboccamenti segreti con i generali della Reggente e nellagosto 1839 abbandonò i carlisti.



                                     

1.4. Biografia Esilio

Nel settembre 1839 Carlo abbandonò la Spagna per la Francia, dove venne per un breve periodo imprigionato. Per circa un altro anno alcuni dei suoi ufficiali continuarono a combattere, soprattutto in Catalogna, ma ogni resistenza carlista cessò nel luglio 1840.

Nel maggio 1845 Carlo cedette i suoi diritti al trono al figlio Carlo Luigi, e adottò il titolo di Conte di Molina. Il 10 marzo 1855 morì a Trieste e lì venne sepolto, nella cappella di San Carlo Borromeo nella Cattedrale di San Giusto.

Durante la Prima Guerra Carlista il 15 gennaio 1837 le Cortes vararono una legge, ratificata dalla Reggente Maria Cristina, che escludeva dalla successione al trono spagnolo e privava dei loro titoli spagnoli Don Carlos e tutti i suoi alleati. Oltre a Don Carlos, i suoi discendenti diretti, quelli che avrebbe potuto avere dalla sua seconda moglie Maria Teresa, il figlio di primo letto di questa, lInfante Sebastiano 1811-75 ed il nipote e cognato di Carlo, Michele del Portogallo, furono etichettati come "ribelli".