ⓘ Follina è un comune italiano di 3 756 abitanti della provincia di Treviso in Veneto. È un attivo centro turistico e culturale, grazie anche alla sua appartenenz ..

                                     

ⓘ Follina

Follina è un comune italiano di 3 756 abitanti della provincia di Treviso in Veneto.

È un attivo centro turistico e culturale, grazie anche alla sua appartenenza al club dei Borghi più belli dItalia, e sede di attività industriali e artigianali.

                                     

1. Geografia fisica

Il territorio di Follina, esteso per 24.08 km², si colloca nellAlta Marca, più precisamente nel tratto finale della Vallata, il solco vallivo delimitato a nord dalle prealpi Bellunesi e a sud dalle colline trevigiane e percorsa dal fiume Soligo, che proprio presso Follina piega verso sud nel Quartier del Piave, per poi sfociare nel Piave.

Il capoluogo comunale dista 40 km da Treviso, 14 km da Valdobbiadene e 16 km da Vittorio Veneto, e si trova a unaltitudine di 191 m s.l.m.

Confina a nord con la provincia di Belluno con il nuovo comune di Borgo Valbelluna, a est con Cison di Valmarino, a sud-est con Pieve di Soligo, a sud-ovest con Farra di Soligo e ad ovest con Miane.

Il comune è compreso nella DOCG delle Colline del Prosecco e fa parte dellUnione montana Prealpi Trevigiane.

                                     

2. Storia

La civiltà ha fatto la sua comparsa a Follina già in epoca preistorica alcuni reperti risalgono a 120.000 anni fa, mentre dellepoca romana sono i resti di un percorso che qualcuno ha identificato con la via Claudia Augusta Altinate.

Verso la metà del XII secolo si insediano a Follina i monaci cistercensi, ai quali si attribuisce lintroduzione dellarte laniera nella Val Mareno oltre alla costruzione dellAbbazia di Santa Maria il cui chiostro fu completato nel 1268 dai monaci costruttori Arnaldo e Andrea e dei capomastri Zardino e Armano.

Nel 1436 la Repubblica veneta investe Brandolino III e il Gattamelata del Feudo di Valmareno; nel 1439 il Gattamelata cede la sua parte a Brandolino. Il feudo resterà ai Brandolini fino al 1797.

Attorno al 1680 Follina compie un salto di qualità dal punto di vista economico dovuto alla fondazione della manifattura del bresciano Francesco Fadda che fu una delle prime in Italia a cimentarsi nellimitazione dei tessuti inglesi ed olandesi più fini e leggeri.

Sullesperienza pilota del Fadda si innestano poi – verso il 1740 – i lanifici Tron – Stahl e più tardi quello del Colles. Nelle fabbriche operano tecnici stranieri che consolidano la vocazione manifatturiera di Follina.

Nel 1797 cadde la Repubblica di Venezia e Follina seguì le sorti del Veneto e passò sotto il controllo dellArciducato dAustria in virtù degli accordi previsti dal trattato di Campoformio.

Il 30 dicembre 1819 la chiesa di Follina viene eretta a parrocchia, col titolo di chiesa arcipretale, per opera del vescovo cenedese Giovanni Benedetto Falier; fino al allora era stata curazia dipendente da Valmareno. Il primo arciprete è Don Giobatta Boteselle dal Col San Martino, già curato dal 1818.

Nel 1865 viene fondata a Follina la prima società di Mutuo soccorso ed istruzione degli operai della provincia.

Verso la seconda metà del 1800 lindustria tessile di Follina viene colpita da una crisi irreversibile e nel 1891 nessun lanificio sarà più operante.

Il 9 novembre 1917 inizia lanno di invasione nemica durante la grande guerra; il paese sarà sgombrato solo il 29 ottobre 1918.

Il 26 agosto 1944 nel contesto della lotta partigiana si svolge il processo a Mario Min ed Eraclea Zanette, che vengono giustiziati. Pochi giorni dopo, ai primi di settembre, la piazza pubblica è testimone anche dellesecuzione capitale di due partigiani Marco Tempesta e Armando Fornasier da parte dei tedeschi che, proseguendo il rastrellamento da Pieve di Soligo verso la Vallata, avevano da poco incendiato a Follina una ventina di case e 45 stalle.

Il 5 maggio 1968 si inaugura il nuovo municipio, su progetto dellarch. Schiavetto di Conegliano. Negli anni 80 invece viene completata la scuola media" Antonio Fogazzaro” inoltre il comune acquista lex collegio" San Giuseppe”, alienando il cinema e ledificio del vecchio municipio, e vi costruisce il parco e gli impianti sportivi.

Tra gli anni novanta e gli anni 2000 vengono costruiti la casa di riposo, lauditorium e la biblioteca. Inoltre viene avviata unintensa opera di riqualificazione urbana e infrastrutturale. Lo sviluppo produttivo è consistente e crea un numero elevato di posti di lavoro.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Sacrario austro-ungarico

Il cimitero austro – ungarico di Follina nasce durante l’occupazione austriaca della Vallata nel novembre del 1917 in appoggio allo Feldspital 1505, l’ospedale militare austriaco allestito presso l’ex lanificio Andretta che oggi ospita la Casa di Riposo S. Giuseppe. Una volta conclusosi il conflitto mondiale, negli anni ’20 si procedette alla realizzazione del muro di cinta, oggi ancora presente, e al mantenimento dell’area per mezzo di risorse comunali, di Onor Caduti, ente preposto alle onoranze funebri militari e ai soldi inviati al Comune dalle famiglie dei defunti. In questo cimitero confluirono in seguito anche le salme dei militi austro – ungarici esumate da altri cimiteri della zona.

Con il passare del tempo, gli oneri di mantenimento del cimitero si fecero sempre più pesanti, le risorse più esigue e anche la sua manutenzione non risultò più così efficiente, tanto che nel 1943 Onor Caduti procedette ad un’operazione di esumazione di tutti i corpi lì sepolti, dei quali avrebbe poi previsto il trasporto in diversi ossari militari. I fatti tumultuosi successivi all’8 settembre, però, fermarono i lavori: chi non fu esumato rimase in terra e tra quelli posti nelle cassette, alcuni partirono, altri furono riposti provvisoriamente sotto un sottile strato di terra, cosicché dalla fine della II guerra mondiale al 1970 molti furono i corpi le lapidi a loro intitolati che rimasero nel cimitero di Follina e ai quali si tentò di provvedere con grandi difficoltà. Lo stato di abbandono del luogo fu tale che portò nel 1970 Onor Caduti a dismettere completamente il cimitero e ad operare una bonifica completa di tutta l’area. I lavori vennero eseguiti dalla ditta incaricata con la supervisione di Onor Caduti, certamente seguendo la prassi dovuta, anche se a qualcuno in paese rimase il dubbio che in quel luogo fossero sepolti ancora dei corpi. Di fatto il cimitero ufficialmente non era più cimitero, dunque venne trascurato ed abbandonato. Soltanto nel 2004, per l’esigenza del Comune di Follina di ampliare parte dell’area retrostante al cimitero civile e grazie alle costanti segnalazioni del prof. Roberto Tessari, il quale riteneva fondati i dubbi sulla carente accuratezza delle esumazioni, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto doveroso iniziare dei sondaggi esplorativi del sito destinato all’ampliamento. Durante gli scavi, eseguiti dal Gruppo Alpini di Follina con la supervisione del ten. col. Guido Spada referente in Italia per la Croce Nera austriaca, il prof. Roberto Tessari e l’esperto in recuperi sig. Francesco Frigimelica, sono state recuperate 77 salme e raccolti molti reperti di varia natura tra i quali spiccano, per la loro particolarità, quelli di uso sanitario. Sono state rinvenute alcune croci in ferro battuto, diverse croci di pietra in stato non buono e un discreto numero di lapidi dove è possibile leggere il nome, la data di morte e anche il reggimento di militi sepolti. Oggi in questo cimitero militare austro - ungarico, dove allora ebbero sepoltura oltre ottocento soldati di Austria, Ungheria, Cechia, Germania, Polonia, Slovacchia, Romania, Bosnia - Erzegovina, Croazia, Slovenia, Ucraina, ed Italia, è stato realizzato grazie all’intervento di Fondazione Cassamarca un monumento sacrario nel quale riposano, all’ombra delle loro bandiere, unite a simbolo di ritrovata fratellanza fra i popoli, le 77 salme recuperate anche se rimane sconosciuto il numero di quanti in questo prato hanno ancora mantello e sepolcro. Attualmente la manutenzione e gestione del Cimitero austro-ungarico di Follina, nonché l’organizzazione di celebrazioni ed attività culturali ad esso collegate, è affidata ad un" Comitato per la manutenzione e gestione del Sacrario austroungarico di Follina”



                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Tomio

Sorge a nord-ovest del capoluogo, e ha origini antiche: viene infatti citata in alcuni documenti riguardanti le chiese campestri dipendenti dall’Abbazia di Follina. L’edificio attuale, in pessime condizioni, si presenta con una facciata intonacata di bianco con due monofore a mezzaluna. All’interno erano presenti un’acquasantiera del XIV secolo e vari arredi sacri, tutti trafugati. Restano solo due affreschi, un’”Annunciazione” e un affresco sul soffitto raffigurante un santo, probabilmente San Tommaso. Essi sono opera di Egidio DallOglio.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesetta di San Clemente

Il piccolo edificio sacro sorge a sud-est del capoluogo, in posizione sopraelevata. È di origine antica, infatti compare insieme alla chiesa di San Tomio in alcuni documenti risalenti al XII secolo. La chiesetta è molto cara agli abitanti del paese, che ogni anno in occasione del giorno di San Clemente si riuniscono in processione per raggiungere la chiesetta. L’esterno dell’edificio è molto semplice, in stile tardo gotico rurale, con due monofore a mezzaluna sul lato sinistro della chiesetta. Il piccolo campanile a vela è datato 1631. All’interno è presente una pala d’altare datata 1628.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Sorgente di Santa Scolastica

È situata a 150 metri a ovest dellAbbazia, ed è un particolare esempio di sorgente carsica, in quanto l’acqua non proviene da una grotta ma da un grande lago sotterraneo, che in periodi di piena si scarica sulla strada che costeggia la sorgente. È considerata un luogo di vitale importanza per Follina, poiché l’acqua che da qui proviene alimentava tutti i lanifici del paese. Infatti quando si prosciugò, nel 1887 e nel 1987, fu una vera tragedia per Follina. Il problema si risolse miracolosamente quando la popolazione pregò la Madonna e l’acqua, dopo poco tempo, tornò a sgorgare copiosamente. Nella sorgente, nonostante i recenti lavori per la costruzione di una mini centrale idroelettrica, resiste una florida popolazione di gamberi della specie Austropotamobius pallipes, grazie alle acque incontaminate e particolarmente ossigenate.



                                     

4. Società

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 351, ovvero il 9.2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

  • Marocco 74
  • Albania 30
  • Romania 83
  • India 20
  • Macedonia 34

Lingue e dialetti

A Follina, oltre allitaliano, è naturalmente parlato il veneto nella sua variante settentrionale, con marcate influenze bellunesi.

                                     

5. Infrastrutture e trasporti

Follina è collegata principalmente con lautostrada A27, il cui casello più prossimo è quello di Vittorio Veneto Nord, distante allincirca 16 km.

Lo scalo ferroviario più vicino a Follina è sempre nel comune di Vittorio Veneto, ed è lomonima stazione, sulla linea Ponte nelle Alpi-Conegliano.