ⓘ Lino Tonti. Le nuove occasioni di lavoro non si fecero attendere. Nel 1967 la Moto Guzzi era stata presa in gestione dalla SEIMM, una società appositamente cost ..

                                     

ⓘ Lino Tonti

Le nuove occasioni di lavoro non si fecero attendere. Nel 1967 la Moto Guzzi era stata presa in gestione dalla SEIMM, una società appositamente costituita dal gruppo di banche creditrici e la nuova dirigenza aveva partorito lincomprensibile decisione di defenestrare Giulio Cesare Carcano, progettista storico della Guzzi, trovandosi ben presto nellimpossibilità di impostare una nuova gamma per la ripresa produttiva.

Allo scopo di porre rimedio e con lincarico di progettare una moto adatta a rinverdire limmagine sportiva della Moto Guzzi, venne offerta la direzione tecnica a Tonti, il quale si insediò nel prestigioso ufficio che era stato di Carcano e, primancora, del mitico "Naco".

Nel 1968, dopo aver convinto la SEIMM circa la necessità di presentarsi sul mercato con un modello che fosse in grado di dimostrare nei fatti la superiorità della scuola motociclistica europea nei confronti dellormai dilagante "minaccia nipponica", Tonti si mise allopera, assistito da Umberto Todero, per trasformare la placida "V7" in un modello turistico-sportivo che non temesse confronti nelle produzione di serie. Celermente definiti i parametri progettuali, i due tecnici lavorarono febbrilmente sia al motore che al telaio giungendo, nel 1969, ad un modello totalmente diverso da quello di partenza che, appena giunto ad una soddisfacente forma prototipale, venne testato sulla pista di Monza superando brillantemente le durissime prove di tenuta e realizzando, in due sole sessioni giugno e ottobre, anche 19 record mondiali di velocità.

Visti i risultati superiori ad ogni più rosea previsione, la SEIMM diede il via libera alla realizzazione dei prototipi preseriali, ma lopera di sviluppo venne impedita dalle forti agitazioni sindacali del primo "autunno caldo" che bloccarono qualsiasi attività allinterno dellazienda. Tonti non si rassegnò a quella forzata sospensione dei lavori e, aiutato da Todero e da alcuni meccanici del reparto sperimentale, compì un blitz notturno allo scopo di caricare su un camion aziendale un motore "vuoto" ed un fascio di tubi in acciaio al cromo molibdeno, e trasportarli nel laboratorio-officina posto nello scantinato della propria abitazione a Varese, blitz dal quale venne partorita la madre di tutte le Guzzi moderne, la V7 Sport.