ⓘ Governo della Repubblica di Venezia. Il complesso sistema di governo della Repubblica di Venezia, durata dal 697 al 1797, fu lesito di numerose stratificazioni ..

                                     

ⓘ Governo della Repubblica di Venezia

Il complesso sistema di governo della Repubblica di Venezia, durata dal 697 al 1797, fu lesito di numerose stratificazioni successive originatesi soprattutto nei secoli XI-XIII e della successiva costante ricerca, da parte del patriziato dominante, di un equilibrio ed un mutuo controllo tra i diversi organi dello Stato.

                                     

1. Storia ed evoluzione delle istituzioni veneziane

La formazione del sistema costituzionale veneziano, come anticipato, fu un lungo processo che, a partire dalloriginario governo del duca bizantino, nominato dallEsarca imperiale di Ravenna, si modificò secondo una graduale evoluzione fino alla forma definitiva di una repubblica aristocratica.

In tale processo, è possibile individuare essenzialmente tre fasi:

  • la chiusura del sistema di governo ad appannaggio della sola classe patrizia: è il "periodo aristocratico".
  • la creazione di una forma comunale limitativa del potere monarchico che assume sempre più una forma aristocratica: è il "periodo comunale";
  • la nascita dellistituto ducale e la successiva formazione di un governo monarchico elettivo ed il suo abortito tentativo di trasformazione in forma ereditaria: è il "periodo ducale";
                                     

1.1. Storia ed evoluzione delle istituzioni veneziane Il dominio bizantino e la conquista dellelettività ducale

La figura del Doge nasce nel 697 d.C. come governatore militare del Ducato di Venezia, allora provincia dellImpero Bizantino. Inizialmente questo viene nominato dallEsarca ravennate in nome del basileus di Costantinopoli e viene affiancato nellamministrazione civile dagli antichi magistrati locali, i tribuni, nominati, nelle varie città, dalle assemblee degli uomini liberi.

Nel 726 i Venetici, in rivolta contro i provvedimenti iconoclasti del basileus Leone III lIsaurico, elessero per la prima volta direttamente il proprio doge, nella persona di Orso. Alla morte di questi, però, i Bizantini riaffermarono il proprio controllo sospendendo la carica ducale e sostituendola con lannuale magistratura dei Magistri Militum, che si successero regolarmente sino al 742, quando limperatore concesse allassemblea generale, la Concio, il diritto elettivo sul Doge.

                                     

1.2. Storia ed evoluzione delle istituzioni veneziane La fase monarchica

Levento avviò una fase nuova nel governo dello Stato, che, parallelamente allindebolirsi del potere centrale, travolto nella penisola italiana dallaggressione longobarda, rafforzò sempre più le prerogative del Doge. Tra la fine dellVIII e la fine del X secolo il potere ducale assunse sempre più le forme di vera e propria monarchia assoluta: il Doge si dotò di una corte per lamministrazione della giustizia, la Curia Ducis, e di un consiglio della corona, il Consilium Sapientes, affiancando contemporaneamente nel controllo del territorio propri funzionari, i gastaldi ducali, agli antichi tribuni.

In tale periodo, le famiglie patrizie presero a contendersi aspramente il trono e a cercare a turno di svincolarsi dal potere elettivo dellassemblea, nel tentativo di trasformare in forma ereditaria listituto ducale. Il meccanismo prescelto, in questa lotta per il potere, è quello dellassociazione al trono del doge regnante di un doge collega, un co-Dux modellato sullesempio dei coreggenti degli Imperatori bizantini. Il tentativo di trasformazione in forma ereditaria non fu tuttavia indolore ne scaturiscono frequenti sollevazioni, cambi di dinastia e complessi rapporti di forza tra le grandi famiglie patrizie. Dei ventotto dogi succedutisi nei primi tre secoli della repubblica, ben quattordici finirono deposti, con relativo accecamento, taglio della barba e dei capelli per sfregio o per forzata tonsura anche questo al modo bizantino, oppure uccisi, mentre altri quattro preferirono abdicare; degli almeno quindici coreggenti associati al trono, invece, solo sei riuscirono effettivamente a succedere al proprio collega.

Questa fase turbolenta ha un brusco punto di svolta alla metà dellXI secolo, quando nel 1032 la Concio, dopo aver rifiutato lelezione di Domenico Orseolo, bandisce in perpetuo la famiglia degli Orseoli dal potere, e, emanando la prima legge costituzionale dello Stato, proibisce per sempre al doge la pratica dellassociazione e gli affianca stabilmente due consiglieri ducali per sorvegliarne loperato.



                                     

1.3. Storia ed evoluzione delle istituzioni veneziane Il periodo comunale 1032 - 1296

Con il riaffermato potere della concio sul Doge, si apre una nuova fase politica per il ducato veneziano, che porta alla costituzione delle basi della successiva struttura statale.

Lassemblea generale inizia progressivamente ad erodere il potere del sovrano, trovando un valido alleato nel Consilium Sapientes, il consiglio personale del Doge, infatti, privato il sovrano della possibilità di trasmettere automaticamente il potere, diviene il luogo di espressione del potere delle famiglie patrizie al vertice della società.

Alla metà del XII secolo le ultime resistenze del potere ducale cedettero: venne istituito il Commune Veneciarum "Comune di Venezia", cioè la comunità delle famiglie cittadine al potere e, dal 1143, il Consilium prese ad essere eletto direttamente dalla Concione popolare. Questa, daltronde, gravata da sempre maggiori responsabilità politiche, si trovò a dover creare proprie rappresentanze permanenti che potessero operare con stabilità in sua vece alla guida dello stato.

Da questo momento in poi, non soltanto il potere del Doge venne sempre più imbrigliato, ma fu progressivamente la stessa Concio popolare a perdere il controllo sugli affari dello Stato. Il gruppo aristocratico, formato dagli antichi patrizi e dai maggiorenti della città, trovandosi sempre più addentro ai meccanismi di governo, riuscì infatti progressivamente ad occupare tutte le principali posizioni di potere, procedendo poi progressivamente a limitare linfluenza degli homines novi "uomini nuovi" negli affari dello stato, sino ad escluderli definitivamente.

Nel 1172, così, mentre il Consilium Sapientes veniva trasformato nel sovrano Maggior Consiglio, massimo organo della repubblica, lelezione ducale venne assegnata ad un collegio ristretto di sette elettori nominati dalla Concio. Nel 1175 si elevò invece a sei il numero dei consiglieri ducali, dora in poi eletti in ragione di uno per ciascun sestiere della città di Venezia, creando un Minor Consiglio di stretta sorveglianza sulloperato del Doge. Infine, nel 1148, si iniziò ad imporre ai Dogi neo-eletti un giuramento di fedeltà costituzionale: la Promissione ducale.

Nel 1179 lelezione venne ulteriormente riformata, sorteggiando dai sette elettori quattro incaricati di nominare un collegio di quaranta uomini, la Quarantia, incaricati delleffettiva scelta del nuovo Doge. Questi quaranta, esaurita la loro principale funzione, permanevano poi al governo come assemblea autonoma e tribunale supremo, entrando inoltre di diritto nel maggior Consiglio. Questo, poi, a partire dal 1197 stabilì che i membri del Minor consiglio dovessero necessariamente provenire dalle proprie fila. Infine nel 1207 anche la nomina diretta dei membri del Maggior Consiglio venne sottratta alla Concio, e affidata a tre grandi elettori da questa scelti, poi elevati a sette nel 1230.

Nel 1229 venne creato inoltre creato il nuovo organismo del Consiglio dei Pregadi, unassemblea ristretta per la trattazione delle questioni più delicate e urgenti, formata di uomini "pregati" di assistere il Doge nellamministrazione dello stato. Per non rischiare però di assegnare troppo potere ai Pregadi, nel 1260 il Maggior consiglio stabilì di riservare a sé lultima parola su tutti gli affari di Slstato, definendo le decisioni dei Pregadi come sempre appellabili.

Nel 1268 viene definitivamente riformato il meccanismo di elezione ducale con un complesso succedersi di votazioni e ballottaggi a sorte anticipanti la scelta dei quarantuno elettori finali. Viene poi creata la magistratura dei Correttori o Promissori Ducali, addetti alla stesura e allaggiornamento della formula di giuramento del Doge. Allo stesso tempo, per compensare una tassa sulle granaglie che aveva provocato tumulti in città, venne creata la figura del Cancellier Grande, supremo capo della burocrazia palatina, seconda in onore solo al Doge e di esclusivo appannaggio della classe dei cittadini,

Nel 1279 il senato, diventato sempre più il centro dellamministrazione pubblica, viene ampliato con la creazione di una zonta, mentre la forma aristocratica del governo è rafforzata con lesclusione dalleleggibilità in maggior Consiglio degli uomini di nascita illegittima. Il processo è ormai maturo per una chiusura del corpo politico ad una sola classe di "nobili".

                                     

1.4. Storia ed evoluzione delle istituzioni veneziane Il periodo aristocratico 1296 - 1797

Ovvia conseguenza del nuovo assetto politico comunale fu laumento della componente aristocratica, cioè di coloro che avevano una maggior quantità di tempo da investire in politica, allinterno degli organismi assembleari ristretti. Lo status quo di un potere popolare diretto, ma discontinuo, affiancato da un potere aristocratico più continuativo, si incrinò intorno al 1286, quando ben due tentativi, respinti, di precludere laccesso al Maggior Consiglio alle famiglie popolari, segnarono lapertura delle ostilità tra le due fazioni. La composizione dei due partiti popolare e aristocratico non era tuttavia netta: tra i primi, infatti, militavano anche numerose famiglie patrizie che cercando di far leva sul potere ancora forte dei ceti meno elevati, speravano di sbalzare dal potere i gruppo rivali.

Respinta ancora nel 1296, ma a fatica, la proposta di Serrata del Maggior Consiglio venne infine approvata su pressione del doge Pietro Gradenigo il 28 febbraio 1296 More Veneto. Sebbene la riforma inizialmente non escludesse laccesso al Maggior Consiglio dei nuovi, ma si limitasse a cooptarne di diritto tutti i vecchi membri, assegnando le nuove nomine alla Quarantia, il terremoto politico provocò i tentativi insurrezionali della fazione popolare, concretizzatesi nelle congiure di Marin Bocconio 1300 e del Tiepolo 1310. Entrambe brutalmente represse: la forma aristocratica dello stato era oramai una realtà. Effetto materiale di tali tentativi fu la nascita del Consiglio dei Dieci, speciale organo di governo e tribunale incaricato di scovare e reprimere tutte le minacce contro lordinamento dello stato.

Le successive leggi del 1307 e del 1316 raggiunsero lo scopo finale di consentire laccesso solo ai discendenti di coloro che già avessero seduto nel consiglio: in pratica, ai soli aristocratici. Il 19 luglio 1315 venne quindi ordinata la creazione di un Libro dOro in cui iscrivere i nomi degli appartenenti alla classe dei Nobiles Homines. Parallelamente un Libro dArgento costituiva laltro ceto sociale privilegiato dei Cittadini de intra et de extra "cittadini dentro e fuori", cui vennero esclusivamente assegnati i ruoli minori di governo. Nel 1319, la stretta finale si limitò a verificare con cura il possesso dei requisiti di nobiltà di tutti gli iscritti al Libro dOro e lautomatismo nellaccesso al consiglio per tutti i patrizi maggiorenni.

Nel 1380 venne creato un ulteriore organismo politico: il Collegio dei Savi incaricato di preparare gli ordini del giorno da trattare in Senato e Maggior Consiglio e di seguire da vicino loperato delle amministrazioni pubbliche: in pratica una sorta di consiglio di ministri.

Sopravvissuta a sè stessa come assemblea acclamante al momento della presentazione del nuovo Doge, lormai inutile Concio venne abolita anche formalmente solo nel 1423. Il suo ricordo sopravvisse solo nella frase rituale, ma ormai svuotata di significato, pronunciata al popolo durante lapparizione del nuovo sovrano:

Nel 1462 il nuovo assetto dello stato venne sancito dalla sostituzione del termine Commune Veneciarum con quello di Serenissima Signoria, indicante anche il supremo organo rappresentativo della sovranità, composto dal Doge, dal Minor Consiglio e dai tre capi della Quarantia, incaricato di presiedere tutti i consigli dello Stato.

Tale forma costituzionale sopravvisse, con minime variazioni, tra cui lintroduzione nel 1539 della magistratura degli Inquisitori di Stato, incaricati di affiancare e coadiuvare il Consiglio dei Dieci, sino al 1797 e alla caduta della repubblica. Il collasso finale avvenne allorché, il 12 maggio di quellanno, il Maggior Consiglio decretò anche se nel mancato rispetto del necessario quorum il proprio scioglimento e la fine dellantica costituzione della repubblica, in favore della creazione di una municipalità provvisoria, sebbene tale atto, peraltro non conforme, potesse in pratica rimettere il potere nelle mani del Doge-sovrano, il 13 maggio un decreto ducale di abdicazione in favore della municipalità pose fine alla millenaria e continuativa storia del governo veneziano.

                                     

2. Gli organi di governo

Lorganizzazione statale era unorganizzazione piramidale strutturata su più livelli. Alla base cera il Maggior Consiglio, detentore assoluto del potere sovrano, e al vertice il Doge, immagine pura della maestà dello Stato. Volendo fornire una rappresentazione schematica di tali livelli di governo, avremmo dunque:

  • il Collegio dei Savi, il Consiglio dei Dieci e gli Inquisitori di Stato;
  • il Maggior Consiglio;
  • il Senato, il Consiglio dei Quaranta o Quarantia, i Procuratori di San Marco, governatori, comandanti, ambasciatori, commissari, centinaia di uffici minori, e vari comitati;
  • il Doge.
  • la Serenissima Signoria;
  • il Minor Consiglio;

La sede di tutte queste magistrature principali si trovava nel Palazzo Ducale, residenza del Doge.



                                     

3.1. Gli organi costituzionali Il Doge

Supremo magistrato della Repubblica, era eletto a vita e dal momento dellelezione, che avveniva con un complicatissimo sistema di votazioni e ballottaggi estrazioni a sorte, e dellincoronazione davanti al popolo, con la pronuncia della Promissione ducale, risiedeva nel Palazzo Ducale, ricevendo onori e circondandosi di un cerimoniale fastoso e solenne che doveva manifestare la gloria e la potenza della Repubblica. Doveva tuttavia provvedere da sé al sostentamento proprio e della propria famiglia; i suoi unici poteri consistevano nella nomina del Primicerio e dei Canonici della Basilica di San Marco e la facoltà di condurre in guerra larmata. Numerosi erano i simboli propri della dignità dogale:

  • il Manto Dorato, simbolo della maestà e opulenza di Venezia.
  • la Cuffia, simile a quella indossata dal Papa, veniva portata al disotto del Corno Ducale ed era annualmente intessuta e donata dalle monache del convento di San Zaccaria.
  • il Corno ducale, corona del doge, riprendeva la foggia del berretto frigio, antico copricapo dei militari bizantini, ricordando lantica origine di governatore militare imperiale.
  • la Spada Cerimoniale, la Sedia e l Ombrello, il Cero Benedetto, le Sei Trombe dArgento e gli Otto Gonfaloni che accompagnavano il Doge nelle processioni solenni per perpetua concessione di papa Alessandro III nel 1177, assieme alluso di un Anello Benedetto per la cerimonia dello Sposalizio del Mare.


                                     

3.2. Gli organi costituzionali La Serenissima Signoria e il Minor Consiglio

Il Minor Consiglio si componeva dei sei Consiglieri ducali uno per ciascuno dei Sestieri della città: era il più antico organo collegiale della Repubblica, creato per coadiuvare e sorvegliare loperato del Doge, limitarne i poteri e curarne la corrispondenza. Il più anziano dei sei consiglieri sostituiva il "Serenissimo Principe" nei casi dassenza o di impedimento. Nel corso del tempo, e per gli stessi motivi che avevano portato allistituzione dei consiglieri ducali, al Minor Consiglio vennero affiancati i Tre Capi della Quarantia, fino ad esserne cooptati. Queste 9 personalità costituivano, insieme al Doge, il vertice dello Stato e andavano sotto il nome di Serenissima Signoria, termine che era andato nel tempo a sostituire la più antica espressione di Commune Veneciarum.

                                     

3.3. Gli organi costituzionali Il Consiglio dei Dieci e i Tre Inquisitori di Stato

Venne inizialmente istituito in via temporanea nel 1310 in seguito alla fallita congiura di Bajamonte Tiepolo venne più volte prorogato fino a divenire nel 1334 un organo stabile del governo della repubblica. Composto da dieci membri con incarico annuale, aveva ampi poteri al fine di garantire la sicurezza della repubblica e del suo governo. Nel 1539 venne creata la figura dei Tre inquisitori di Stato, organo dotato dei medesimi poteri del Consiglio dei X, cui si affiancava, ma capace di maggiore rapidità e segretezza, date le ridotte dimensioni. Lattività di tali organi era legata in particolare alluso delle Denuzie Segrete: queste, rigorosamente non anonime queste ultime dovevano essere immediatamente distrutte, erano la base per molte delle indagini sulla sicurezza dello Stato e potevano essere lasciate dai cittadini in appositi raccoglitori detti Bocche di Leone o delle Denunzie sparsi per la città di Venezia e aventi sovente forma di testa di leone a fauci spalancate sono tuttora rintracciabili e alcune sono facilmente visibili allinterno del Palazzo Ducale. Il Consiglio dei X aveva inoltre la sorveglianza sulle attività del clero secolare.

                                     

3.4. Gli organi costituzionali Il Collegio dei Savi e il Pieno Collegio

Il Collegio dei Savi o semplicemente Collegio fu istituito 1380 e costituiva in pratica il consiglio dei ministri della repubblica. Si componeva di:

  • cinque Savi di Terraferma, responsabili di quanto inerente ai Domini di Terraferma ;
  • cinque Savi agli Ordini, responsabili di quanto inerente al Dogado e lo Stato da Mar ;
  • sei Savi Grandi, responsabili della direzione generale dei lavori del Collegio e del Senato;

che disponeva in materia di politica estera, finanze e affari militari, stabilendo lagenda dei lavori del Senato: nei casi in cui veniva presieduto dalla Signoria il Collegio assumeva il nome di Pieno Collegio.

                                     

3.5. Gli organi costituzionali Il Senato

Istituito nel 1229 e noto anche come Consiglio dei Pregadi lett. di coloro che venivano "pregati" di fornire il proprio consiglio al Doge, il Senato della Repubblica si componeva del Collegio presieduto dalla Signoria e di sessanta senatori, cui si aggiunsero successivamente, nel 1279, altri sessanta membri che costituivano la cosiddetta Zonta lett. "aggiunta", da cui lodierno italiano "giunta". A questi potevano aggiungersi funzionari, ambasciatori, comandanti militari, di volta in volta convocati per riferire delle loro missioni o per fornire il proprio parere nelle questioni trattate. Il Senato era infatti lorgano deliberativo della Repubblica, che si occupava di discutere della politica estera e dei problemi correnti, per i quali si configurava come un organismo decisionale più snello rispetto al Maggior Consiglio.

Vi partecipavano senza preventivo decreto del Maggior Consiglio i Procuratori di San Marco e audivano alle sedute gli Avogadori de Comùn. Ad essi si aggiungevano, ex officio i membri dei vari Magistrati e Deputazioni e i numerosi Provveditori. Oltre ai comandanti militari, tra i quali, il Capitano Generale da Màr, il Capitano Generale di Terraferma e il Capitano del Golfo e ai governatori, funzionari e ambasciatori la cui presenza fosse ritenuta necessaria.



                                     

3.6. Gli organi costituzionali La Quarantia

Nata originariamente come assemblea dei quaranta elettori del Doge nominati dalla Concio, i cui membri affiancavano poi il Doge nel governo dello Stato, la Quarantia, persa nel tempo la funzione elettiva in favore del Maggior Consiglio, si stabilizzò quindi come Tribunale Supremo della Repubblica e come organo di controllo sulle nomine in seno al Maggior Consiglio ed al Senato. Alla Quarantia spettò inoltre la pianificazione dellesercizio finanziario da sottoporre al Maggior Consiglio e lautorità sovrana sulla Zecca.



                                     

3.7. Gli organi costituzionali Il Maggior Consiglio

Era lorgano sovrano dello Stato veneziano e, a partire dalla Serrata del 1297, vi appartenevano di diritto tutti i membri maschi e maggiorenni delle famiglie patrizie cioè quelle iscritte nel Libro dOro della nobiltà cittadina: tale assemblea coincideva in pratica con la Repubblica stessa, avendo competenza illimitata in qualunque materia e procedendo allelezione di tutti gli altri consigli e magistrature.

                                     

4. Magistrature di governo

Leffettiva amministrazione del governo era demandata dalle assemblee ad un numerosissimo e complesso gruppo di magistrature collegiali o monocratiche, ciascuna vertente su specifiche materie e spesso reciprocamente incaricate di mutuo controllo, in un delicato sistema di pesi e contrappesi volto a prevenire la concentrazione di poteri, ridurre il rischio di corruzione ed in ultima istanza a garantire di rimando lequilibrio allinterno del patriziato dominante.

                                     

4.1. Magistrature di governo Principali dignità e magistrature dello stato

Allinterno del complesso sistema di governo alcune magistrature rivestivano una particolare predominanza connesso alla loro antichità, al prestigio o alla delicatezza del ruolo da esse rivestito:

  • i Camerlenghi de Comùn, cassieri dello Stato, erano responsabili della salvaguardia del bene pubblico;
  • gli Avogadori de Comùn, avvocati dello Stato, responsabili della salvaguardia degli interessi del Comune e dellosservanza degli statuti, con il potere di sospendere i provvedimenti incostituzionali, erano il baluardo del comune interesse del patriziato;
  • i Savi esecutori, responsabili delle acque lagunari;
  • i Procuratori di San Marco, responsabili della basilica marciana, del suo ingente patrimonio e della sua giurisdizione, erano la massima dignità dello Stato dopo il Doge;
  • i Savi alla Mercanzia, responsabili dellindirizzo dellattività mercantile.
                                     

4.2. Magistrature di governo Magistrati, Deputazioni e Provveditori

Allinterno dellamministrazione statale particolare importanza avevano i Magistrati, importanti uffici responsabili di interi settori dellamministrazione e spesso composti da più organi:

  • il Magistrato alla Milizia da Mar, responsabile della fanteria oltremarina, composto da Presidenti alla Milizia da Mar, Collegio della Milizia da Mar, Provveditori allUfficio dellArmar, Sopraprovveditori allArsenal, Provveditori allArsenal, Patroni allArsenal, Provveditori alli Biscotti, Provveditori sopra lArtiglieria, Visdomini alla Tana ;
  • il Magistrato alla Legna e ai Boschi, responsabile dellapprovvigionamento di legname e composto da Sopraprovveditori e Provveditori alla Legna e ai Boschi ;
  • il Magistrato ai Monasteri, responsabile della sorveglianza sui monasteri e composto dai Provveditori sopra ai Monasteri ;
  • il Magistrato alle Miniere, responsabile del monopolio estrattivo e composto da Provveditori o Deputati sopra le Miniere ;
  • il Magistrato alla Sanità, responsabile della salute pubblica e composto da Sopraprovveditori e Provveditori sopra la Sanità.
  • il Magistrato sopra i Conti, responsabile della verifica contabile, composto dai Provveditori sopra Conti ;
  • il Magistrato al Sal, responsabile del monopolio sul sale, composto dai Provveditori Sal o Salinieri del Mare ;
  • il Magistrato alle Acque, responsabile della regolamentazione idraulica della laguna di Venezia, composto di Savi esecutori, Collegio, Esecutore aggiunto ed Inquisitore aggiunto ;
  • il Magistrato alle Fortezze, responsabile delle fortificazioni militari, composto dai Provveditori alle Fortezze ;
  • il Magistrato agli Ospitali, responsabile della sorveglianza sugli ospedali, composto dai Provveditori sopra Ospitali e Luoghi Pii ;

A questi organismi collegiali si affiancavano poi i Provveditori alle Beccherie, ai beni incolti, al bosco del Montello, al bosco di Montona, de Comùn, ai monti in Zecca, alle pompe, sopra lAdige, sopra banchi, ai beni comunali, sopra camere, sopra denari, sopra dazii, sopra Feudi, sopra la Giustizia vecchia, sopra officii, sopra olii, sopra ori e argenti, sopra ori in Zecca, sopra la Zecca, ecc.

                                     

5.1. Lamministrazione della giustizia Il Supremo Tribunale della Quarantia

Il supremo organo giudiziario dello stato veneziano era costituito dal Supremo Tribunale della Quarantia, distintosi nel corso del tempo in tre differenti rami:

  • la Quarantia Civil Nuova, supremo tribunale civile per le istanze provenienti dai Domini di Terraferma.
  • la Quarantia Civil Vecchia, supremo tribunale civile per le istanze provenienti dal Dogado e dallo Stato da Mar;
  • la Quarantia Criminale, supremo tribunale penale;
                                     

5.2. Lamministrazione della giustizia I giudici di intromissione

Laccesso al giudizio della Quarantia era subordinato alla preventiva valutazione di giudici detti di intercessione o di intromissione, i quali fungevano poi da pubblica accusa di fronte alla Quarantia:

  • gli Avogadori Civili distinti tra
  • gli Avogadori de Comùn, che operavano in intromissione alla Quarantia Criminale ;
  • Auditori vecchi alle Sentenze, che operavano in intromissione alla Quarantia Civil Vecchia ;
  • Auditori nuovissimi alle Sentenze, che operavano in intromissione alla Quarantia Civil Nuova per le cause minori.
  • Auditori nuovi alle Sentenze, che operavano in intromissione alla Quarantia Civil Nuova per le cause maggiori;
                                     

5.3. Lamministrazione della giustizia I tribunali di appellazione

Per alleviare lattività delle Quarantie civili, giudicando sulle cause di minore valore, vennero creati dei tribunali dappello costituiti da membri uscenti della Quarantia:

  • il Collegio dei Dodici, poi detto dei Quindici, competente per cause civili di piccolissima entità economica in sostituzione del precedente Collegetto.
  • il Collegio dei Venti Savi nel corpo dei Quaranta, competente per cause civili di piccola entità economica;

A questi si affiancava un ulteriore corte, costituita per operare in vece del senato:

  • il Collegio dei Venti Savi nel corpo del Senato, competente per le questioni riguardanti privilegi ed esenzioni concesse ai Reggimenti.

Vi erano poi altre due speciali corti dappello:

  • il Sopra atti del Sopragastaldo, competenti per le appellazioni contro le esecuzioni giudiziarie compiute dal Sopragastaldo.
  • i Sopraconsoli dei Mercanti, competenti per le appellazioni alle sentenze mercantili dei Consoli ;
                                     

5.4. Lamministrazione della giustizia I tribunali a Venezia

Gli organi di giustizia di prima istanza erano costituiti da numerose magistrature:

  • Signori della Notte al Criminal, competente per reati e crimini gravi,
  • Signori della Notte al Civil, competenti per reati lievi e in sostituzione delle magistrature non operanti nei giorni festivi;
  • i Signori della Notte, responsabili come giudici e capi di polizia della sicurezza notturna e festiva della città, distinti tra
  • i Cinque alla Pace, competenti per le risse tra popolani senza gravi conseguenze;
  • i Giudici del proprio, competenti sulle questioni riguardanti le proprietà ed eredità;
  • i Giudici al forestier, competenti sui casi riguardanti stranieri;
  • le Corti di palazzo, retaggio dellantichissimo tribunale ducale, avevano funzioni civili ed erano composte da
  • i Giudici del procurator, competenti per i casi riguardanti lattività dei Procuratori di San Marco ;
  • i Giudici del mobile, competenti per i casi riguardanti i beni mobili le cause minori;
  • i Giudici di petizion, competenti per i casi riguardanti debiti;
  • i Giudici dellesaminador, competenti sugli atti notarili;
  • i Giudici del Piovego, competenti per i casi riguardanti il demanio pubblico;
  • il Collegio dei Venti Savi nel corpo del Senato ;
  • gli Esecutori contro la Bestemmia, competenti per i reati contro la religione;
  • i Consoli dei Mercanti, competenti per le cause mercantili;
                                     

5.5. Lamministrazione della giustizia I tribunali nelle province

A tutte queste magistrature, risiedenti a Venezia, andavano poi aggiunte quelle locali presenti nei territori del Dogado, della Terraferma e da Mar. Qui, oltre alle locali magistrature, diverse da luogo a luogo e spesso antecedenti il dominio veneziano, agivano da giudici i rettori inviati dalla repubblica.

                                     

5.6. Lamministrazione della giustizia Altri organi di Giustizia

  • i Deputati alla Liberazione dei Banditi, competenti per i banditi richiedenti la rimozione del bando;
  • gli Officiali alle Cazude, competenti per la riscosione dei crediti dello stato.
  • il Sopragastaldo, competente per lesecuzione delle sentenze dei tribunali;
  • gli Officiali al Cattaver, competenti per i dazi, per le aste e per laccrescimento dei beni pubblici;
                                     

6.1. Cancellerie e amministrazioni Il Cancellier Grande

Supremo capo del corpo di funzionari e burocrati dello Stato, il Cancellier Grando nelle cerimonie pubbliche e in particolar modo durante le processioni solenni aveva il primato in onore subito dopo il Doge, precedendo senatori e magistrati. Parallelamente allesclusivizzazione del potere da parte dellaristocrazia, infatti, andò a svilupparsi nel corpo dello Stato, un sistema burocratico e amministrativo le cui cariche di segretario o cancelliere, erano riservate ai cittadini non nobili le cui prerogative onorifiche andavano ad affiancarsi a quelle dei magistrati, in una sorta di meccanismo di compensazione tra magistrati/nobili e funzionari/cittadini.

                                     

6.2. Cancellerie e amministrazioni Cancellerie di Palazzo e altre cancellerie

Le cancellerie di Palazzo avevano sede nel Palazzo Ducale e si suddividevano tra:

  • Cancelleria Inferiore, cosiddetta perché collocata al primo piano del Palazzo Ducale, nella quale erano conservati tutti gli atti relativi al Doge, al Palazzo e alla Chiesa di San Marco e gli atti notarili.
  • Cancelleria Ducale, principale archivio degli atti dello Stato veneziano;
  • Cancelleria Segreta, creata a partire dal 1402, nella quale venivano conservati gli atti riservati;

Vi erano poi gli archivi del Consiglio dei Dieci, del Supremo Tribunale della Quarantia e quelli conservati presso le singole magistrature. Altre magistrature riservate allordine dei cittadini erano:

  • Segretario alle Voci, responsabile della registrazione di tutte le elezioni a tutte le cariche, sia ordinarie sia straordinarie;
  • Cassiere della Bolla ducale, esattore delle tasse sui benefici ecclesiastici e responsabile sugli atti di grazia;
  • Gastaldo ducale, corpo degli esecutori delle sentenze giudiziarie.
                                     

7. Lamministrazione del territorio

Ad esclusione di Venezia, la capitale e in pratica città-stato, il territorio della Repubblica era suddiviso in regioni amministrative chiamate comunemente Reggimenti. Tali regioni si raggruppavano essenzialmente in tre territori a differente ordinamento creati nelle successive fasi di espansione dello Stato veneziano:

  • il Dogado, i ristretti territori metropolitani originali, sostanzialmente equiparati ad un contado di Venezia e suddivisi in reggimenti detti distretti ;
  • i Domini di Terraferma, comprendente i domini terrestri frutto della seconda espansione veneziana, nei quali ricadeva il territori della Patria del Friuli.
  • lo Stato da Mar, comprendente i domini marittimi frutto della prima espansione veneziana, nei quali ricadevano i territori del Regno o Ducato di Candia e del Regno di Cipro ;

Le province dello Stato da Mar e dei Domini di Terraferma non godevano di ununiformità amministrativa, ma mantenevano sostanzialmente gli ordinamenti politici e giuridici pre-veneziani, sui quali si innestava la superiore autorità dei Rettori, i magistrati inviati da Venezia. Al disopra dei rettori operavano i Provveditori e i Provveditori Generali, con compiti di coordinamento, soprattutto militare.

                                     

8. Lamministrazione economica e monetaria

Sin dalla nascita del Commune Veneciarum XII secolo, la cassa pubblica, detta camera, venne posta sotto la vigilanza della magistratura dei Camerlenghi de Comùn, cioè dei tesorieri e contabili generali dello Stato veneziano.

Sin dal Duecento, poi, la sorveglianza politica sullattività finanziaria e monetaria fu compito esclusivo della Quarantia: questa, infatti, oltre a fungere da Tribunale Supremo, esercitava anche le prerogative sovrane sulla coniazione e il titolo della moneta, oltre a predisporre i piani finanziari da sottoporre allapprovazione del Maggior Consiglio.

Dopo la creazione, nel Trecento del Consiglio dei Dieci, supremo organo di vigilanza sulla sicurezza dello Stato, il governo materiale della Zecca di Venezia venne però affidato proprio ai Dieci, sino a quando, a partire dal Cinquecento, questultima funzione non venne assegnata ad una serie di specifiche magistrature:

  • il Depositario, creato nel 1543, incaricato della sorveglianza del tesoro, pubblico e privato, conservato nella Zecca;
  • l Inquisitore aggiunto, creato nel 1687, creato in aggiunta ai Provveditori sopra Ori e Monete per sorvegliare il corso della valuta nazionale ed estera;
  • i Provveditori sopra Ori e Monete, creati nel 1551, incaricati di sorvegliare il corso delloro, coniato o no, per preservare il prezzo del metallo e il valore delle monete, vennero in seguito chiamati Deputati sopra Ori e Monete ;
  • i Massari allArgento e allOro, creati nel 1269, effettuavano tecnicamente la stima della quantità di metallo prezioso ammassato nella Zecca.
  • il Provveditore agli Ori e Argenti, creato nel Seicento, aveva la funzione di sorvegliare anche il corso dellargento;ù
  • il Conservatore del Deposito, creato nel 1615, aveva il dovere di verificare che le uscite pubbliche avvenissero a norma di legge;
  • i Governatori in Zecca, creati nel 1522, avevano la direzione generale della Zecca;

Connessi alle attività finanziarie vi erano inoltre altri magistrati:

  • i Provveditori sopra Offici, creati nel 1381, revisori dei conti della Zecca e delle varie magistrature;
  • i Governatori delle Entrate, creati nel 1433, che avevano il compito di sovrintendere allamministrazione finanziaria;
  • i Revisori e Regolatori delle entrate pubbliche in Zecca, creati nel 1584, si affiancavano ai primi con il compito di sovrintendere in particolare alle entrate pubbliche;
  • gli Scansadori alle Spese Superflue, creati in via straordinaria ogniqualvolta fosse necessaria una generale revisione della pubblica contabilità.

Nelle province si trovavano invece dei Camerlenghi responsabili delle locali camere fiscali.