ⓘ Asinaria. L Asinaria è una commedia di Tito Maccio Plauto. La datazione dellopera è incerta e collocabile nel 206 o nel 211 a.C., questultima è la data più plau ..

                                     

ⓘ Asinaria

L Asinaria è una commedia di Tito Maccio Plauto. La datazione dellopera è incerta e collocabile nel 206 o nel 211 a.C., questultima è la data più plausibile: il testo della stessa, inoltre, ci è pervenuto con alcune lacune che hanno creato problemi di ricostruzione della trama, che in alcuni punti sembra contraddittoria. Largomento dellAsinaria, la trama e i personaggi coincidono con gli elementi che appartengono alla commedia nuova. Vi è, infatti, un giovane innamorato di una fanciulla. Il loro amore è contrastato da un antagonista e grazie allaiuto di due servi astuti il protagonista riuscirà a ottenere la sua amata ed a portare a termine i suoi intenti amorosi.

                                     

1. Prologo

Lautore con laiuto dellaraldo, il quale dà un suono di tromba, richiama lattenzione del pubblico, spiega lorigine del titolo della commedia e fa capire che si tratta di uno spettacolo ludico. Conclude questa parte iniziale con un augurio in favore del dio Marte.

                                     

2. Argumentum

L Argumentum è un acrostico ad opera del retore Aurelio Popolio, con il quale si riassume la trama della commedia. Esso viene utilizzato in quasi tutte le opere di Plauto.

Di seguito l Argumentum dellAsinaria in latino e in italiano:

                                     

3. Trama

Il giovane Argirippo, figlio di Demeneto, si innamora di Filènia, una giovane cortigiana, figlia della mezzana Cleereta. Poiché la fanciulla è controllata dalla madre, che le organizza appuntamenti damore, viene promessa per un anno a Diàvolo a patto che questultimo le consegni venti mine dargento entro la fine della giornata. Nel frattempo, Demeneto, alloscuro di tutto, ordina ai suoi due servi Leònida e Lìbano di derubare la moglie Artèmona, la quale tiene per sé tutto il patrimonio familiare, così da concedere una notte damore al figlio con la cortigiana. I due servi, spacciandosi per gli amministratori della padrona, riescono a portare a termine il furto ai danni di un mercante che doveva venti mine dargento ad Artèmona per lacquisto di alcuni asini da qui il nome della commedia. Mentre i due servi stanno portando il denaro rubato ad Argirippo, per la sua notte damore, il fanciullo viene a conoscenza del patto tra Cleereta e Diàvolo e decide di togliersi la vita. I due servi, giunti in tempo per evitare il misfatto, gli consegnano il denaro rubato che corrisponde proprio a venti mine dargento. Argirippo, preso da immensa gioia, riscatta Filènia, ma, poiché questo piano è stato attuato grazie al permesso del padre Demèneto, il vecchio vuole in cambio una notte con la cortigiana Filènia. Il figlio è costretto ad accettare per realizzare il suo desiderio. Per sfortuna di Demeneto, la moglie Artèmona, informata da un parassita, collaboratore di Diàvolo, riguardo alladulterio del marito, corre a casa della cortigiana e, colto il marito in flagrante, lo punisce, lasciando così Filènia solo nelle mani del figlio.



                                     

4.1. Atti Atto primo

Latto è suddiviso in tre scene.

  • Scena prima

La commedia si apre con il colloquio tra il padre di Argirippo, Demeneto, e il suo servo Lìbano. Dopo un breve scambio di battute ludiche, Demeneto introduce largomento per il quale ha fatto chiamare il suo servo: il bisogno di denaro da dare al figlio Argirippo per poter soddisfare i suoi desideri amorosi con la cortigiana Filènia. Per ottenere questi soldi gli ordina di derubare Artèmona, madre di Argirippo, la quale custodisce il patrimonio familiare. Dopo un attimo di esitazione, per paura di essere bastonato, se colto in flagrante, e dopo essere stato rassicurato dal padrone, Lìbano accetta larduo compito. La scena si conclude con Lìbano che si dirige verso la piazza e Demeneto che si reca dal banchiere.

  • Scena seconda

Questa scena è un monologo di Diàvolo, il quale, buttato fuori dalla casa di Cleereta, la maledice per non avergli lasciato soddisfare i propri desideri amorosi con la figlia Filènia. La scena si conclude con Cleereta che sotto minaccia di Diàvolo apre la porta per andare a parlargli.

  • Scena terza

La scena si svolge fuori dalla porta dellabitazione di Cleereta. Questa, uscendo di casa, intavola una discussione molto accesa con lamante della figlia, che sostiene di essere stato la fonte principale per il loro sostentamento, visto che ha sempre pagato Filènia per il suo amore. Diàvolo, umiliato per essere stato buttato fuori, minaccia di non pagare più la mezzana e vuole che la figlia di questultima si conceda solo a lui per un anno intero. Cleereta allora scende a trattative: Diàvolo sarà lunico ad avere Filènia solo se pagherà ogni volta la somma richiesta senza discutere oppure, se la vorrà tenere per un anno, dovrà versare alla mezzana una cifra pari a 20 mine. La scena si conclude con Diàvolo che, dirigendosi al Foro, promette a sé stesso di riuscire ad avere Filènia ad ogni costo.

                                     

4.2. Atti Atto secondo

Latto è diviso in quattro scene.

  • Scena prima

Latto si apre con il servo Lìbano che, dirigendosi verso la piazza, invita se stesso a darsi una mossa per cercare un modo per derubare la moglie del padrone. Parlando con il proprio inconscio si raccomanda di non dover agire come gli altri servi che, con la loro scaltrezza, nelle altre commedie elemento di metateatro, ingannano i padroni. Mentre pensa a ciò cerca elementi della natura che possano essere a lui di buon auspicio. Per sua sfortuna vede solo un picchio che con il suo becco scalfisce il legno e interpretando questo avvenimento intuisce che la missione lo porterà a ricevere bastonata, come il legno viene colpito dal becco del picchio. Ciò però non lo abbatte e così continua nella sua missione.

  • Scena seconda

Questa scena inizia con larrivo di corsa del servo Leònida allinterno della piazza. Questo cerca il compagno Lìbano per metterlo al corrente delloccasione che gli si è presentata davanti. Infatti, un mercante, che dove saldare un debito con la moglie di Demeneto, era giunto la mattina stessa per consegnare a Saurea, servo di Artèmona, incaricato di conservare il patrimonio familiare, la somma di venti Mine per la vendita di alcuni vecchi asini. Una volta trovato Lìbano, lo informa dellaccaduto. Dopo che il mercante, la mattina stessa, aveva chiesto a Leònida di poter parlare con Saurea per consegnargli le venti mine e aveva affermato che non sapeva chi fosse, Leònida si era finto astutamente la persona che stava cercando cosicché il mercante potesse consegnare direttamente a lui la somma di denaro. Il prudente commerciante però, insospettito per laccaduto, aveva chiesto al finto Saurea di poter parlare direttamente con Demeneto e di conseguenza Leònida fintosi Saurea era corso da Lìbano per attuare un piano. Così i due, insieme, decidono che Lìbano debba fingersi sottomesso a Leònida, affinché il mercante creda che Leònida sia veramente Saurea. La scena si conclude con Leònida che invita Lìbano a tenere a bada il mercante, qualora arrivasse, nel frattempo lui si sarebbe recato dal padrone Demeneto per informarlo della loro astuta pensata.

  • Scena terza

La scena si apre con larrivo del mercante, accompagnato da uno schiavetto, davanti allabitazione di Demeneto. Lìbano, recatosi precedentemente lì, accoglie in modo sgarbato lospite, iniziando unanimata discussione. Successivamente il commerciante chiede al servo di fornirgli unesauriente descrizione di Saurea. Il servo scaltro però, seguendo il piano precedentemente escogitato, gli descrive dettagliatamente i connotati di Leònida.

  • Scena quarta

Allinizio di questa scena Leònida, fingendosi Saurea, giunge dalla piazza fino alla casa del padrone dove trova Lìbano e il mercante in unaccesa discussione. Calandosi nella parte di Saurea, Leònida inizia a rimproverare Lìbano e a picchiarlo per non aver ubbidito a un suo ordine. Il mercante, allora, lo prega di calmarsi. Leònida, fingendo di accorgersi solo ora della presenza del mercante, lo invita a saldare il suo debito. Il mercante però, non fidandosi ancora dello schiavo, vuole a tutti i costi incontrare il padrone Demeneto. Leònida, scocciato, inizia unaccesa discussione con il mercante che si conclude con il prevalere di questultimo, quindi i tre si incamminano verso la piazza per incontrare Demeneto, precedentemente avvisato del piano.

                                     

4.3. Atti Atto terzo

Questo atto è suddiviso in tre scene.

  • Scena prima

Latto si apre davanti alla casa di Cleereta, la quale sta discutendo in modo acceso con la figlia riguardo ad Argirippo. Filènia, infatti, si è invaghita del figlio di Demeneto e lo ama senza chiedere in cambio alcun compenso. Ciò fa inalberare la mezzana, la quale pretende una somma per ogni servigio della figlia. Durante la discussione Filènia difende a spada tratta il suo amante. Dopo un lungo litigio le due, ancora furenti, rientrano in casa.

  • Scena seconda

Della prima parte di questa scena ci sono pervenute solo alcune parti. Dai frammenti di testo giunti fino a noi si può evincere che Leònida e Lìbano stanno discutendo, dopo aver ricevuto le venti mine dal mercante, sulla buona riuscita del loro piano e di come il loro padrone li abbia appoggiati. Mentre dialogano, vedono in lontananza Filènia che piange in compagnia di Argirippo.

  • Scena terza

Questa scena si svolge allesterno della casa di Cleereta, dove Filènia e Argirippo stanno programmando di suicidarsi poiché la mezzana ha stretto un patto con Diàvolo mediante il quale i due non si sarebbero più potuti vedere. Giungono però sulla scena i due servi Lìbano e Leònida, portando con loro le venti mine ottenute dal mercante. Una volta mostratele ad Argirippo e dopo che questultimo si fu rallegrato, decidono di prenderlo in giro prima di consegnargli il denaro. Così si fanno abbracciare da Filènia e Lìbano si fa addirittura portare in "spalletta" dal suo padroncino. Infine decidono di accontentare gli amanti dandogli le venti mine, a patto che Argirippo conceda al padre una notte con la cortigiana. Accettato ciò la scena si conclude con i due amanti felici.



                                     

4.4. Atti Atto quarto

Questo atto è diviso in due scene.

  • Scena prima

Latto si apre con il colloquio tra il parassita e Diàvolo. I due durante questa scena stipulano e scrivono il contratto da presentare a Cleereta, insieme alle venti mine, per ottenere la figlia per un anno intero. La scena si conclude con lentrata dei due nella casa di Cleereta.

  • Scena seconda

Questa scena ha i medesimi protagonisti della precedente, i quali, trovando Demeneto in compagnia di Filènia e del figlio Argirippo in casa di Cleereta, decidono di avvisare Artèmona di quanto sta accadendo. Il parassita si offre per compiere questa missione.

                                     

4.5. Atti Atto quinto

Questo atto si divide in due scene;

  • Scena prima

Latto si apre in casa di Cleereta, dove Argirippo e suo padre Demeneto discutono se sia giusto o meno che Demeneto debba trascorrere tutta la durata del banchetto e la notte seguente con Filènia.

  • Scena seconda

Il parassita, giunto a casa di Demeneto, avvisa Artèmona di quanto sta accadendo a casa di Cleereta. I due quindi si recano sul luogo per spiare ciò che sta succedendo. Artèmona, dopo aver sentito alcune maldicenze rivoltele dal marito, si precipita nella sala del banchetto e, adirata, lo costringe a tornare a casa dove sarà punito severamente. I due amanti novelli, invece, si recano insieme in una stanza interna della casa.

                                     

5. Espedienti comici

  • Allinizio della commedia, più precisamente nella prima scena del primo atto, Demeneto ordina a Lìbano di dirgli tutto quello che riguarda lamore del figlio per Filènia usando lespressione

v.39

Lìbano, al posto di confessare quello che sa, sputa nel vero senso della parola.

  • Demeneto, durante la prima scena, impone al servo

v. 92, per sottintendere i derubare la moglie la quale era lunica a possedere il patrimonio familiare.

  • Demeneto ordina a Lìbano di derubare la moglie del denaro e di utilizzarlo per pagare Filènia ad Argirippo. Nella prima scena del primo atto, Lìbano, rivolto al padrone, gli risponde che è unimpresa impossibile usando un paragone divertente

vv. 99-100

  • Dopo aver rassicurato Lìbano che, nel caso in cui il piano di derubare la moglie non andasse a buon fine le conseguenze non si sarebbero riversate sul servo, Demeneto chiede al servitore dove lo avesse potuto trovare in caso di bisogno. Lìbano risponde tra sé e sé

v. 111

  • Durante laccesa conversazione con Diàvolo, Cleereta paragona il suo mestiere a quello del cacciatore di uccelli

vv. 215-221

  • Durante la scena seconda dellatto secondo, lincontro e il reciproco saluto tra Lìbano e Leònida fa intendere, in modo scherzoso, la consapevolezza della propria condizione schiavile da parte dei due personaggi.

vv. 297-305

  • Il mercante giunge alla porta dellabitazione di Demeneto per consegnare il denaro al servo di Artèmona, Saurea. Lìbano, che sa dellarrivo del mercante e ha accordato precedentemente il piano con Leònida per ingannare il mercante e sottrargli la somma di denaro, apre di scatto la porta e si rivolge in modo sgarbato al mercante

vv.384-392

  • Nella quarta scena del secondo atto, durante la conversazione tra Leònida, fintosi Saurea come precedentemente stabilito, Lìbano e il mercante, poiché il mercante non è certo che il Saurea che ha di frontesia quello a cui deve consegnare la somma di denaro, Leònida pensa tra sé e sé

v.467



                                     

6. Personaggi

  • Lìbano

Lìbano è il servo del ricco Demeneto insieme a Leònida. La sua personalità è molto varia, sa essere autorevole con Leònida, gentile e ubbidiente nei confronti del padrone e spiritoso con Argirippo. Dalla lettura della commedia si evince che lui è molto scaltro, tanto che il padrone gli affida il compito di rubare i soldi alla moglie.

  • Demeneto

Demeneto è il padrone dei due servi Lìbano e Leònida, padre di Argirippo e marito di Artèmona. Durante la commedia è complice del piano escogitato da Leònida e vuole a tutti i costi che vada a buon fine. Egli, infatti, vuole comprare la cortigiana Filènia per il figlio, così questultimo gli sarebbe stato debitore e gli avrebbe concesso una notte con la ragazza. Da ciò si può evincere che Demeneto è una mente diabolica che ha sempre un secondo fine. Per sua sfortuna però, alla fine della commedia, verrà smascherato dalla moglie e subirà da questa una punizione. È dunque, come si può ben capire, sottomesso e comandato da Artèmona.

  • Diàvolo

Diàvolo è lantagonista nella commedia plautina. Allinizio di questa riesce a stipulare un patto con Cleereta, che però riuscirà a portare a termine per via dellintervento di Lìbano e Leònida. Dalla commedia si evince che è un uomo che vuole a tutti i costi la cortigiana Filènia arrivando addirittura a minacciare la mezzana, pur di averla.

  • Cleereta

Cleereta è la mezzana della commedia nonché madre di Filènia, che gestisce le finanze della famiglia. È una donna molto autoritaria, che riesce a farsi valere anche di fronte a un personaggio potente come Diàvolo ed è così attaccata al denare da non concedere mai la figlia gratuitamente o in cambio di una somma inferiore a quella da lei richiesta. Daltro canto è disposta a concedere, anzi a lasciare per un anno la figlia sotto il pagamento di venti mine dargento.

  • Leònida

Leònida è il secondo servo di Demeneto. Lui riesce, con un colpo di ingegno e di fortuna ad accaparrarsi mediante un mercante le venti mine dargento destinate a Saurea. Questo servo, oltre ad essere molto scaltro, è molto bravo a immedesimarsi in Saurea e a dar vita a una vera e propria messa in scena che riesce a ingannare il mercante.

  • Un mercante

Il mercante è la fonte principale da cui i due servi vogliono estorcere il denaro da consegnare al loro padrone. Egli, pur cadendo vittima dellinganno, rimane fino allultimo molto diffidente nei confronti dei due servi orditori dellinganno. Lui, infatti, vuole parlare direttamente con il padrone di casa, Demeneto, che però è anchegli coinvolto nel piano.

  • Filènia

Filènia risulta essere lelemento principale dei desideri di Argirippo e di Diàvolo. Intorno a lei, infatti, è costruita tutta la commedia. Lei prova un forte amore per Argirippo nonostante lopposizione della madre. La cortigiana ha un carattere molto deciso nei confronti di ciò che vuole tanto da arrivare addirittura a litigate con Cleereta per amore.

  • Argirippo

Argirippo è il personaggio principale della commedia, un giovane fanciullo innamorato di una bella cortigiana, il cui amore è ostacolato da un altro contendente, che, in questa commedia, è Diàvolo.

  • Un parassita

Il parassita è colui che riferisce alla moglie di Demeneto ciò che il marito stava combinando. È quindi un personaggio molto loquace e maldicente, è lui che causa la lite tra Artèmona e Demeneto.

  • Artèmona

Artèmona è la moglie di Demeneto ed è anche colei che possiede il patrimonio familiare e gestisce il denaro della famiglia. È una donna con un carattere molto forte a tal punto da sembrare la padrona di casa, in quanto sottomette anche il marito.

  • Saurea

Saurea è il servo di Artèmona e proprio per questo motivo è considerato superiore agli altri due servi, Lìbano e Leònida. Artèmona, infatti, possiede il patrimonio familiare e Saurea è il custode di esso.