ⓘ Clostridioides difficile, una volta conosciuto come Clostridium difficile, è un batterio appartenente alla famiglia Clostridiaceae. Come altre specie affini, è ..

                                     

ⓘ Clostridioides difficile

Clostridioides difficile, una volta conosciuto come Clostridium difficile, è un batterio appartenente alla famiglia Clostridiaceae. Come altre specie affini, è patogeno per luomo. È un bastoncello Gram + anaerobio.

I fattori di virulenza del C. difficile sono: enterotossina, spore e ialuronidasi. Questo bacillo si trova normalmente nel microbiota umano per cui, se si utilizzano per lungo tempo antibiotici, questi possono distruggere anche quei batteri che tengono confinato il C. difficile il quale può prendere il sopravvento e provocare crampi addominali e malattie varie colite pseudomembranosa. Queste malattie hanno un decorso benigno e autolimitanti tranne nel caso in cui ci sono complicanze che possono compromettere la parete intestinale con un possibile passaggio in circolo del bacillo, con conseguente sepsi e quindi morte dellindividuo. Lisolamento può avvenire tramite la coprocoltura in terreni selettivi per C. difficile. Lenterotossina può essere saggiata con il metodo ELISA, mentre la citotossina con rivelazione di tossicità in colture cellulari.

                                     

1. Cenni storici

Hall e OToole, in materiale fecale di neonati, nel 1935 individuarono il batterio: Bacillus difficilis, chiamato così per la difficoltà incontrata nellisolamento e per lestrema lentezza di crescita dello stesso sul terreno colturale. Nel 1970 fu rinominato come Clostridium difficile. Mentre il primo caso di Colite pseudomembranosa era stato documentato da Finney nel 1893 in una autopsia di una donna, morta per una diarrea emorragica post-intervento chirurgico, che presentava pseudomembrane simil-difteriche nel colon.

Nel 1968 su criceti, normalmente usati per lo studio del C. difficile, trattati con lantibiotico lincomicina si osservò la comparsa di una grave PMC sperimentale mortale.

Nel 1970 animali trattati con antibiotici presentavano unalta quantità nelle feci di tossina patogena prodotta dal C. difficile, individuando con la tossina la causa primaria delle manifestazioni cliniche della patologia della PMC. Nel 1980 furono individuate due distinte tossine A e B prodotte dal C. difficile. Le tossine A e B sono trascritte su un locus di patogenicità che comprende cinque geni: due geni della tossina, tcdA tossina A e tcdB tossina B, e tre geni regolatori, uno dei quali tcdC codifica per un regolatore negativo della trascrizione della tossina.

                                     

2. Patogenesi

La diarrea da C. difficile è causa del 15-20% di tutte le diarree associate alluso degli antibiotici ed è associata ad alta morbilità e mortalità in ambito sanitario. Circa il 3-5% dei casi può sviluppare colite pseudomembranosa da C. difficile, con complicazioni gravi come la perforazione, ileo grave con megacolon tossico, shock settico per setticemia refrattaria, o morte.

Un numero significativo di pazienti necessita di colectomia di emergenza.

Le manifestazioni cliniche dellinfezione/colonizzazione del C. difficile sono molto varie per gravità; infatti si possono avere:

  • Diarrea senza colite associata agli antibiotici
  • Colite senza formazione di pseudomenbrane associata alluso di antibiotici
  • Colite pseudomembranosa,
  • e malattia fulminante con: megacolon tossico, ileo, perforazione, sepsi.
  • Colonizzazione asintomatica,

Tutte queste manifestazioni sono correlate alla CDAD Clostridioides Difficile Associated Disease o malattia associata al Clostridioides difficile.

La fisiopatologia della diarrea da Clostridioides difficile o CDAD richiede prima lalterazione del microbiota umano dovuta a terapie antibiotiche, quindi la contestuale colonizzazione del Clostridioides difficile, e, infine, se avviene il rilascio successivo di due potenti enterotossine designate come tossina A e tossina B, si manifesta clinicamente la PMC.

Recentemente si è compresa limportanza della risposta immunitaria, in particolare delle IgG dirette contro la tossina A, infatti, ciò è riconosciuto come motivo fondamentale dellespressione della PMC nelluomo. Inoltre, le tossine del Clostridioides difficile sono fattori di virulenza necessari sia negli animali che nelluomo in quanto i ceppi non produttori di tossine non provocano malattie. I primi eventi critici a seguito dellesposizione alla tossina sono dovuti al rilascio della sostanza P e di neuropeptidi correlato al gene della calcitonina CGRP da neuroni sensoriali afferenti e lattivazione dei macrofagi della lamina propria intestinale e mastociti. Questi peptidi, a loro volta fanno rilasciare una complessa cascata di altri mediatori infiammatori dalle cellule della lamina propria.